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La Regione Marche ha trasmesso alla Procura e ad altri enti gli esiti di un'indagine interna sullo spreco di 323 sacche di plasma. L'indagine suggerisce una cattiva gestione del personale e delle risorse.

Indagine su spreco di plasma ad Ancona

La Regione Marche ha completato un'indagine interna. L'oggetto è lo spreco di 323 sacche di plasma. L'episodio si è verificato presso l'Officina trasfusionale di Ancona. I risultati saranno inoltrati a diverse autorità competenti. Tra queste figurano la Procura della Repubblica e la Corte dei Conti. Anche il ministero della Salute e i Nas riceveranno il documento. Il Centro nazionale sangue è stato informato. La Regione Marche ha diffuso la relazione nel tardo pomeriggio. La commissione d'inchiesta era stata istituita lo scorso 25 marzo.

Gestione del personale sotto accusa

L'indagine ha evidenziato criticità nella gestione del personale. Questo è avvenuto durante un periodo di emergenza. Il periodo in questione va da gennaio a marzo 2026. Il mese di marzo ha registrato il numero maggiore di sprechi. L'Officina trasfusionale fa parte del Dirmt. Si tratta del Dipartimento interaziendale regionale di medicina trasfusionale. Secondo i quattro specialisti incaricati, alcuni tecnici di laboratorio sarebbero stati impiegati in mansioni diverse. Ciò è accaduto nonostante l'emergenza in corso. Le ferie sono state concesse anche a marzo. Le ore di lavoro straordinario richieste erano minime. Le prestazioni aggiuntive del personale di altre strutture sanitarie sono state attivate solo dal 12 marzo. Questo è avvenuto nel pieno della crisi. La maggior parte delle sacche di plasma è stata scartata tra l'11 e il 15 marzo.

Critiche alla direzione del Dipartimento

Le conclusioni della commissione puntano il dito contro la gestione del Dipartimento. In particolare, le critiche si rivolgono all'ex direttore del Dirmt, Mauro Montanari. La commissione ritiene che la direzione avrebbe potuto adottare diverse misure. Azioni organizzative mirate avrebbero potuto concentrare il personale. L'obiettivo era focalizzare l'attività sull'etichettatura. Altre fasi critiche includevano la validazione e il confezionamento. Questi passaggi erano necessari per l'invio all'industria. Secondo i tecnici, queste azioni avrebbero permesso di svuotare i congelatori. I congelatori erano saturi di sacche. Ciò sarebbe avvenuto senza alterare il sistema di raccolta. Di conseguenza, si sarebbero potuti utilizzare per lo stoccaggio. Questo avrebbe evitato lo spreco.

Composizione della commissione tecnica

La commissione tecnica era composta da professionisti esperti. Tra i membri figurava Massimo Mazzieri. Egli è il direttore socio sanitario dell'Ast di Ancona. C'era anche il dottor Edoardo Berselli. È direttore della Uoc (Unità operativa complessa) direzione medica dell'Ast di Pesaro e Urbino. Aveva anche l'incarico temporaneo di direttore sanitario. Il dottor Antonio Canzian era un altro membro. Dirige la Uoc di Medicina trasfusionale dell'Ast di Ascoli Piceno. Ricopriva anche il ruolo di direttore pro tempore del Dirmt. Infine, la dottoressa Marianna Catalini. È direttrice della Uoc Gestione risorse umane dell'Ast di Ascoli Piceno.

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