Ancona: sì alle crociere, ma non al molo Clementino
Posizione del Comune sulle crociere
Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, ha espresso la posizione ufficiale dell'amministrazione comunale riguardo al futuro del turismo crocieristico nella città. La giunta si dichiara favorevole allo sviluppo di questo settore, ma pone un netto veto sulla realizzazione di nuove infrastrutture dedicate al molo Clementino.
Questa decisione, come spiegato dal primo cittadino, non nasce da un pregiudizio ideologico, ma rientra in una strategia più ampia volta a riorganizzare le attività portuali. L'obiettivo è quello di spostare i traffici commerciali e i traghetti più vicini al centro cittadino verso le banchine 19-20-21.
Valutazioni ambientali e tavolo tecnico
La questione del banchinamento del molo Clementino è attualmente al vaglio del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase). Il 2 febbraio 2026 è stata avviata l'istruttoria tecnica e i portatori di interesse, incluso il Comune di Ancona, hanno tempo fino al 4 aprile per presentare le proprie osservazioni.
Il sindaco Silvetti ha sottolineato come esistano già atti pubblici che riflettono la contrarietà dell'amministrazione alla proposta specifica per il molo Clementino. Parallelamente, è attivo un tavolo tecnico che vede la partecipazione di diverse istituzioni, tra cui Comune, Provincia, Parco del Conero, Arpam, Sovrintendenza e Autorità di bacino. Questo consesso sta affrontando tematiche cruciali come energia, cambiamenti climatici, gestione delle risorse idriche e del suolo, smaltimento dei rifiuti, salute pubblica, qualità dell'aria, viabilità e trasporti.
Sviluppo turistico e riorganizzazione portuale
La posizione del Comune di Ancona mira a conciliare la crescita del turismo con la necessità di una riqualificazione e razionalizzazione degli spazi portuali. L'apertura al crocierismo è vista come un'opportunità economica, ma la localizzazione delle infrastrutture è considerata un elemento strategico fondamentale per il futuro sviluppo della città e del suo porto.
La contrarietà al molo Clementino è quindi legata a una visione di lungo termine che privilegia la vicinanza al centro per i servizi di linea e la possibile destinazione di altre aree per il traffico crocieristico, in un'ottica di minore impatto ambientale e maggiore integrazione con il tessuto urbano.