Ancona ha celebrato il suo patrono, San Ciriaco, con un'omelia incentrata sul disagio giovanile. L'arcivescovo ha invitato ad affrontare le difficoltà dei giovani, definiti 'crocifissi' del nostro tempo.
La festa del patrono a Ancona
La città di Ancona ha reso omaggio al suo patrono, San Ciriaco. La solenne celebrazione si è svolta nella Cattedrale. Erano presenti autorità civili e militari. Molti fedeli hanno partecipato all'evento.
Il sindaco, Daniele Silvetti, ha deposto un omaggio floreale. L'arcivescovo Angelo Spina ha presieduto la Santa Messa. Ha concelebrato don Luca Bottegoni. Don Bottegoni è il vicario generale e rettore del Duomo. Hanno concelebrato anche altri sacerdoti dell'Arcidiocesi.
La cerimonia si è svolta in un clima di profondo raccoglimento. La partecipazione dei fedeli è stata sentita. L'evento è stato trasmesso in diretta da èTV Marche. Questo ha permesso a chi non era presente di unirsi spiritualmente. Alla fine della Messa, sul sagrato della Cattedrale, l'arcivescovo ha recitato una preghiera. Ha poi impartito la benedizione. Ha usato il reliquiario. Contiene un frammento della croce di Cristo. Contiene anche una reliquia di San Ciriaco.
Il messaggio dell'arcivescovo sui giovani
Durante l'omelia, monsignor Spina ha riflettuto sul significato della croce. Ha collegato questo significato alla vita cristiana. Ha parlato anche della testimonianza di San Ciriaco. «Per la tradizione accreditata», ha detto, «ricorrono 1.700 anni. San Ciriaco collaborò con la regina Elena all'inventio crucis. Trovò la vera croce a Gerusalemme.»
L'arcivescovo ha poi rivolto la sua attenzione ai giovani. Li ha definiti «i poveri 'crocifissi' del nostro tempo». Ha descritto il loro dolore come «lacerante». Ha aggiunto che a volte non si può esprimere a parole. Ha definito questo dolore come uno schiaffo.
Ha elencato le cause di questo malessere. La mancanza di comprensione è una causa. La scarsità di relazioni vere e sane è un altro fattore. Il vuoto educativo gioca un ruolo importante. Le tecnologie virtuali allontanano dalla realtà. Rendono i giovani «sospesi».
Giovani senza speranza e il futuro incerto
Monsignor Spina ha espresso tristezza. Ha constatato la mancanza di speranza in molti giovani. Ha citato la percentuale di coloro che non studiano e non lavorano. Ha definito questo dato preoccupante. Ha sottolineato come un futuro incerto e chiuso ai sogni sia dannoso. Quando lo studio non offre prospettive. Quando la mancanza di un lavoro stabile annulla i desideri. Il presente diventa malinconico e noioso.
Questo stato d'animo può portare a conseguenze negative. Si rischia la «trasgressione». Si cerca l'«effimero». Questo può far «scivolare in baratri oscuri». Può spingere a «gesti di violenza».
L'arcivescovo ha lanciato un monito. «Oggi più che mai», ha ammonito, «è necessario cogliere e leggere il profondo disagio esistenziale che li abita». Bisogna comprendere il loro smarrimento. Le loro molteplici difficoltà. I fenomeni che li coinvolgono nel mondo virtuale. I sintomi di una preoccupante aggressività.
Ha concluso affermando: «Conosciamo questa realtà, è sotto i nostri occhi, e tutti siamo chiamati ad affrontarla». La responsabilità è collettiva. L'invito è a non ignorare il grido di aiuto dei giovani.
Domande e risposte
Cosa si è celebrato ad Ancona?
Ad Ancona si è celebrata la festa del patrono, San Ciriaco, con una solenne cerimonia religiosa.
Qual è stato il tema principale dell'omelia dell'arcivescovo?
Il tema principale è stato il disagio e il dolore dei giovani, definiti 'crocifissi' del nostro tempo, e l'urgenza di affrontarlo.