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La Fp Cgil di Ancona denuncia una situazione critica all'ospedale Torrette, dove sacche di plasma sono state scartate. Il sindacato attribuisce l'accaduto a scelte organizzative errate e carenze di personale croniche.

Criticità nel Dipartimento Medicina Trasfusionale

Un recente episodio di scarto di sacche di plasma presso l'ospedale Torrette di Ancona ha sollevato serie preoccupazioni. La Fp Cgil locale interviene per sottolineare come l'evento fosse ampiamente prevedibile. La causa principale risiede in scelte politico-organizzative che hanno indebolito il sistema nel tempo. La filiera della lavorazione del sangue è un processo complesso. Richiede precisione, rispetto dei tempi tecnici e condizioni operative adeguate. La sicurezza e la qualità sono fondamentali. I carichi di lavoro devono essere monitorati attentamente.

Il sindacato punta il dito contro il Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale (Dirmt). Questo dipartimento soffre di una cronica carenza di personale. Gli organici attuali sono insufficienti rispetto al minimo necessario di 14 dipendenti a tempo indeterminato. Già nel gennaio 2024, la Fp Cgil aveva segnalato una gestione problematica. L'Azienda Ospedaliera di Torrette ricorreva sistematicamente a straordinari imposti ai tecnici di laboratorio. Questa pratica è considerata inaccettabile per la gestione ordinaria del personale.

Scelte regionali e aziendali mettono a rischio il servizio

Le decisioni a livello regionale hanno ulteriormente aggravato la situazione. La Regione ha dirottato fondi destinati alle prestazioni aggiuntive del Dirmt. Queste risorse sono state distribuite tra le varie aziende sanitarie regionali. L'utilizzo dei fondi è rimasto così all'arbitrio delle Direzioni Generali. Questo ha depotenziato il Dirmt, sottraendogli risorse essenziali. A ciò si aggiungono le scelte aziendali riguardanti il personale. La decisione di non prevedere assunzioni a tempo indeterminato per i tecnici di laboratorio nel piano 2026-2028 è particolarmente grave. Si conferma invece un ricorso al lavoro precario. I lavoratori precari, appena possibile, cercano stabilità altrove.

Questo quadro porta a condizioni operative critiche. L'Officina Trasfusionale opera in uno stato di perenne inadeguatezza e fragilità. Non è in grado di gestire assenze prevedibili, come quelle legate alle maternità. La situazione attuale compromette la capacità di processare tutte le sacche di sangue provenienti dal territorio regionale. La fragilità del sistema è evidente e le conseguenze sono tangibili.

Richieste urgenti e possibili azioni sindacali

La Fp Cgil di Ancona lancia un appello urgente all'Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche e alla Regione. È necessario un potenziamento dell'organico a tempo indeterminato. Le assunzioni e le stabilizzazioni sono fondamentali. È inoltre richiesta una maggiore autonomia per l'Officina Trasfusionale. Queste iniziative sono indispensabili per rendere il Dirmt efficiente. Solo così l'officina potrà gestire adeguatamente tutte le sacche di sangue regionali. La situazione richiede interventi strutturali e non più rimandabili. La qualità del servizio e la sicurezza dei pazienti sono in gioco.

Il sindacato lancia un avvertimento chiaro. Se l'Azienda Ospedaliera non adotterà soluzioni strutturali concrete, la Fp Cgil di Ancona valuterà azioni sindacali. L'obiettivo è tutelare la condizione lavorativa e la dignità dei lavoratori. Questi professionisti, nonostante la carenza di organico, continuano a garantire il servizio. Si impegnano per contenere le criticità, ma necessitano di un supporto concreto. La dignità del lavoro e la qualità del servizio pubblico devono essere garantite.

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