Un nuovo progetto transfrontaliero tra Italia e Croazia, guidato dall'Università Politecnica delle Marche, mira a proteggere le città costiere dagli impatti del cambiamento climatico. Verranno sviluppati strumenti digitali per valutare i rischi e proporre soluzioni concrete.
Nuovo progetto per la resilienza climatica urbana
Un'iniziativa congiunta italo-croata, denominata Nextcape, è stata lanciata per rafforzare la difesa delle città costiere adriatiche. L'obiettivo principale è aumentare la loro capacità di fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici. Questo progetto di cooperazione transfrontaliera vede la partecipazione di partner da entrambi i paesi. L'Università Politecnica delle Marche (Univpm) assume il ruolo di coordinatore principale.
Il programma, cofinanziato dall'Unione Europea, ha preso il via il 1° settembre 2026. La sua durata prevista è di 30 mesi, concludendosi il 28 febbraio 2029. Un incontro inaugurale si è svolto ad Ancona, presso la Facoltà di Ingegneria. L'evento ha riunito i rappresentanti delle sette organizzazioni partner.
Tra i partecipanti figurano il Politecnico di Bari, Anci next, il Comune di Riccione, la Città di Kaštela, la Juraj Dobrila University of Pula, la North-West Croatia Regional Energy and Climate Agency - Regea e la Città di Umag-Umago. La collaborazione mira a creare un fronte comune contro le sfide ambientali.
Strumenti digitali contro eventi climatici estremi
Il fulcro del progetto è la resilienza climatica dei centri urbani. Particolare attenzione è rivolta alle località con un significativo patrimonio storico-culturale. Queste aree spesso attraggono anche un elevato numero di turisti. Nextcape si propone di sviluppare strumenti digitali avanzati. Questi strumenti serviranno a valutare gli impatti degli eventi climatici estremi.
Verranno analizzati gli effetti sulle città e sui loro abitanti. L'iniziativa identificherà le zone più vulnerabili del territorio. Successivamente, supporterà la selezione delle misure più efficaci per mitigarne le conseguenze negative. Le soluzioni proposte potranno includere interventi mirati sulle infrastrutture urbane e sugli spazi pubblici. Sarà potenziata anche la gestione delle emergenze.
Il progetto prevede inoltre attività di informazione e formazione. Queste iniziative saranno rivolte direttamente alla popolazione. L'obiettivo è aumentare la consapevolezza e promuovere comportamenti più resilienti. La partecipazione attiva dei cittadini è considerata fondamentale per il successo dell'iniziativa.
Cooperazione e condivisione di competenze
L'apertura dei lavori è stata affidata al Rettore dell'Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini. Egli ha evidenziato come Nextcape rappresenti un'opportunità cruciale. Permetterà di impiegare le competenze della ricerca e dell'innovazione. Queste risorse saranno messe al servizio di una sfida sempre più urgente per le città e le loro comunità. La sua visione sottolinea l'importanza della scienza applicata ai problemi reali.
Dopo altri interventi significativi, la giornata è proseguita con tavoli tecnici e operativi. Questi incontri sono stati dedicati alle diverse attività previste dal progetto. Hanno offerto uno spazio prezioso per il confronto. I partecipanti hanno potuto condividere approcci innovativi. Hanno lavorato per armonizzare le metodologie di lavoro. Infine, hanno pianificato le attività comuni future. Questa sinergia è essenziale per raggiungere gli ambiziosi obiettivi prefissati.
Il progetto Nextcape si configura quindi come un modello di cooperazione transfrontaliera. Dimostra come la collaborazione tra istituzioni accademiche, enti locali e organizzazioni specializzate possa generare soluzioni concrete. Queste soluzioni sono vitali per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo. La protezione del patrimonio storico e culturale, unita alla sicurezza delle comunità, è al centro di questa importante iniziativa.