La Fiom Cgil di Ancona ha manifestato davanti ai cantieri navali per commemorare i due operai deceduti. La protesta chiede un aumento dei controlli e delle ispezioni per prevenire ulteriori tragedie sul lavoro.
Sicurezza sul lavoro: un presidio a Fincantieri
La Fiom Cgil ha promosso un'iniziativa di protesta ad Ancona. L'evento si è svolto presso lo stabilimento della Fincantieri. L'obiettivo era ricordare due operai tragicamente scomparsi. La manifestazione si è tenuta il 2 novembre 2026. L'orario era le 10:47. La richiesta principale è stata quella di porre fine alle morti sul lavoro. Un messaggio forte è stato lanciato: «È inaccettabile morire per costruire». La frase sottolinea la gravità della situazione. Si critica il compenso di «cinque euro l'ora» per la realizzazione di navi di lusso. Questo evidenzia un divario tra il valore del lavoro e la sua retribuzione.
L'incidente che ha scosso lo stabilimento è avvenuto poco più di un mese prima. Due operai hanno perso la vita in quell'occasione. Le vittime sono state identificate come Sofiane Boutraa, di 55 anni, e Kabir Mohidul, di soli 29 anni. La loro scomparsa ha lasciato un profondo segno. La Fiom Cgil, insieme all'Unione degli universitari (Udu), ha organizzato il presidio. La loro unione simboleggia la solidarietà tra lavoratori e studenti. Entrambi chiedono maggiore attenzione alla sicurezza.
Le richieste sindacali e le iniziative
Durante il presidio sono stati deposti due mazzi di fiori rossi. L'uso di fumogeni ha reso la protesta più visibile. Uno striscione recava la scritta «Fermiamo le stragi sul lavoro». Questo slogan riassumeva il sentimento di urgenza. È stata letta anche una poesia. L'autrice è la poetessa Yuleisy Cruz Lezcano. La poesia narrava di un incidente mortale avvenuto in un cantiere. Le parole hanno amplificato il messaggio di dolore e indignazione. La lettura ha voluto dare voce alle vittime e alle loro famiglie.
Sara Galassi, segretaria della Fiom Cgil di Ancona, ha espresso il suo rammarico. Ha definito la perdita dei due padri «una tragedia nella tragedia». Ha sottolineato come, a distanza di un mese, sembri che nulla sia cambiato. Ma ha ribadito la determinazione del sindacato. «Noi non ci siamo dimenticati», ha affermato. La lotta continuerà affinché simili eventi non si ripetano. Il sindacato ha annunciato un importante incontro con l'azienda. Questo è previsto per il 18 novembre. L'obiettivo è discutere delle misure di sicurezza. Inoltre, è stata inviata una richiesta alla Prefettura di Ancona. Si chiede la costituzione di un tavolo tecnico. Questo tavolo dovrà concentrarsi sull'implementazione di controlli più rigorosi. Le ispezioni all'interno del cantiere dovranno essere potenziate.
Un futuro dignitoso per tutti
Massimiliano Anastasi, coordinatore Fiom delle Rsu Fincantieri, ha ricordato le motivazioni dei lavoratori. «Erano venuti qua per costruirsi un futuro», ha detto. Ha criticato la tendenza a scaricare la responsabilità degli incidenti sull'imprudenza dei lavoratori. Ha affermato che un'azienda delle dimensioni di Fincantieri non può permettersi tali negligenze. «Lo impone la legge», ha ricordato Anastasi. La normativa vigente richiede standard elevati di sicurezza. Ignorare queste norme significa violare la legge e mettere a rischio vite umane.
Mattia Taliani, coordinatore della lista universitaria Gulliver di Ancona, ha collegato la sicurezza sul lavoro al futuro degli studenti. «Non può esistere un futuro dignitoso per chi studia se non esistono tutele per chi lavora», ha dichiarato. Ha criticato il modello economico attuale. Questo modello è basato sul profitto anziché sulle persone. «Se continua a esserci un modello basato sul profitto e non sulle persone, per noi non c'è futuro», ha aggiunto. La sua dichiarazione sottolinea la necessità di un cambio di paradigma. È necessaria una visione che metta al centro il benessere dei lavoratori e della collettività. Per questo motivo, ha concluso, sono presenti per richiedere un sistema radicalmente diverso. Un sistema che garantisca sicurezza e dignità per tutti.
La provincia di Ancona, situata nella regione Marche, è un importante polo industriale. La presenza di grandi aziende come Fincantieri contribuisce significativamente all'economia locale. Tuttavia, la crescita industriale deve andare di pari passo con la tutela dei lavoratori. La sicurezza nei cantieri navali è una questione complessa. Richiede la collaborazione tra aziende, sindacati e istituzioni. La normativa italiana sulla sicurezza sul lavoro è tra le più avanzate in Europa. Tuttavia, la sua applicazione e il suo rispetto rimangono sfide costanti. Incidenti come quelli avvenuti alla Fincantieri evidenziano la necessità di un monitoraggio continuo e di interventi mirati. La cultura della sicurezza deve essere promossa a tutti i livelli. Dalla dirigenza ai singoli operai. Solo così si potranno prevenire tragedie e garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre. La richiesta di un tavolo tecnico con la Prefettura è un passo importante. Potrebbe portare a soluzioni concrete per migliorare i controlli e le procedure di sicurezza nello stabilimento di Ancona.