La Procura Generale di Ancona ha richiesto un inasprimento della pena per un omicidio avvenuto a Sirolo. L'accusa chiede di considerare l'aggravante dei futili motivi, esclusa in primo grado, per un caso di omicidio volontario.
Richiesta di aumento pena per omicidio a Sirolo
La Procura Generale presso la Corte d'Appello di Ancona ha avanzato una richiesta specifica. Si chiede una riformulazione della condanna con una pena più severa. Questo per includere l'aggravante dei futili motivi. Tale circostanza era stata esclusa nel giudizio di primo grado.
L'accusa riguarda un caso di omicidio volontario. La richiesta è stata formulata dal procuratore generale Roberto Rossi. Ciò è avvenuto al termine della sua requisitoria. Il processo si svolge presso l'Assise d'Appello di Ancona.
L'omicidio in questione è avvenuto a Sirolo, provincia di Ancona. La data dei fatti risale al 27 agosto 2023. Il luogo specifico era via Cilea.
Dettagli sull'omicidio e il processo
Nel pomeriggio del tragico evento, a seguito di un diverbio stradale, un giovane di 29 anni ne ha causato la morte. L'imputato, Fatah Melloul, di origine algerina, ha utilizzato una fiocina da sub. La vittima era Klajdi Bitri, 23enne di origine albanese.
Dopo l'aggressione, l'imputato si è allontanato in auto. Le forze dell'ordine, i carabinieri, hanno arrestato Melloul diverse ore dopo. L'arresto è avvenuto a Falconara, sempre nel territorio di Ancona. Stava tornando dal mare, dove si era recato per pescare con la sua fidanzata.
Nel primo grado di giudizio, Melloul era stato condannato a 18 anni di reclusione. La sentenza è ora oggetto di appello.
Dichiarazioni spontanee dell'imputato e richiesta della difesa
Durante l'udienza di appello, l'imputato ha deciso di rilasciare dichiarazioni spontanee. Ha parlato davanti alla Corte prima dell'intervento del suo legale. L'avvocato difensore, Davide Mengarelli, ha avanzato una richiesta precisa.
La difesa ha chiesto la derubricazione dell'accusa. Si vorrebbe passare da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Inoltre, si è presa in considerazione l'ipotesi di legittima difesa. Questi elementi potrebbero influenzare la pena.
«Siamo persone e gli esseri umani sbagliano», ha dichiarato l'imputato. Ha aggiunto: «Non so come sia potuto succedere. Era una giornata calda, non ho capito più niente». Ha spiegato le sue intenzioni: «Ho preso la fiocina per spaventarli a livello visivo: non ho capito che qualcuno era morto».
L'imputato ha poi espresso scuse: «Ho chiesto scusa al Comune di Sirolo dove ho passato momenti bellissimi». La sentenza di appello è attesa per il 10 giugno. I familiari della vittima si sono costituiti parte civile. Sono assistiti dallo studio legale Magistrelli.
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