Tre migranti hanno identificato tre egiziani come conducenti di un'imbarcazione soccorsa ad Ancona. Le testimonianze sono state raccolte durante un incidente probatorio in tribunale.
Testimonianze chiave in tribunale
Il cerchio si stringe attorno a tre uomini di nazionalità egiziana. Sono indagati come presunti scafisti di circa 100 migranti. La Ocean Viking li aveva soccorsi e portati ad Ancona lo scorso 10 marzo. Questa mattina, tre migranti provenienti dal Bangladesh sono stati ascoltati in tribunale. Hanno partecipato a un incidente probatorio. Hanno indicato i tre egiziani come i piloti dell'imbarcazione di fortuna. Questa è stata recuperata nelle acque del Mediterraneo.
Le dichiarazioni dei testimoni sono state precise. I tre egiziani, di età compresa tra i 20 e i 38 anni, si sarebbero alternati alla guida. Avrebbero anche gestito il rifornimento di carburante durante la traversata. La partenza era avvenuta dalla Libia. I legali dei tre egiziani sono Simone Matraxia e Angelica Carla Popoviciu.
Pagamenti e condizioni del viaggio
I migranti hanno riferito di aver pagato somme considerevoli. Si parla di cifre tra i 10.000 e i 15.000 euro. Il pagamento è avvenuto a un'organizzazione libica. Non è stato effettuato direttamente agli indagati. Prima dell'imbarco, i migranti sarebbero stati trattenuti in una struttura. Successivamente, sono stati condotti sulla spiaggia. Non sono state denunciate violenze durante queste fasi.
I tre egiziani sono stati fermati dalla Squadra Mobile di Ancona. L'arresto è avvenuto poco dopo lo sbarco nel porto marchigiano. A marzo, il giudice per le indagini preliminari aveva convalidato il fermo. La motivazione era il concreto pericolo di fuga. I tre risultano infatti irregolari sul territorio nazionale. Non possiedono un domicilio.
Accuse e indizi raccolti
La Procura contesta il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'accusa è aggravata e commessa in concorso. Si imputa ai tre di aver guidato l'imbarcazione sovraccarica. La partenza era avvenuta dalla Libia. Hanno esposto i trasportati a un grave pericolo. Tra gli elementi a carico degli indagati ci sono anche dei video. Questi sarebbero stati girati durante il viaggio. Nei filmati comparirebbero i fermati. Uno di loro avrebbe al collo un GPS. Sono stati sequestrati anche dei telefoni cellulari. Questi contenevano schede SIM libiche.
A differenza degli altri migranti soccorsi, i tre egiziani non hanno presentato richiesta di asilo. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. La giustizia sta raccogliendo tutti gli elementi necessari per procedere.
Domande frequenti
Chi sono i tre presunti scafisti arrestati ad Ancona?
I tre presunti scafisti sono uomini di nazionalità egiziana, di età compresa tra i 20 e i 38 anni. Sono stati identificati da tre migranti bengalesi durante un incidente probatorio.
Quali sono le accuse mosse contro i tre egiziani?
La Procura contesta il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina aggravata e in concorso. Sono accusati di aver guidato un'imbarcazione sovraccarica, esponendo i passeggeri a pericolo.