Il Comitato Porto-Città e la Piattaforma Ancona spostano il loro flash mob contro il banchinamento del Molo Clementino. L'evento si terrà domenica 29 marzo alle 11:00 davanti alla Fontana dei Due soli. La protesta mira a impedire l'arrivo di mega navi da crociera nel porto antico.
Flash mob rinviato per maltempo: nuova data
Le avverse condizioni meteorologiche hanno imposto un cambio di programma. Il flash mob inizialmente previsto per venerdì 27 marzo è stato posticipato. La nuova data fissata è domenica 29 marzo. L'appuntamento è alle ore 11:00. La location scelta resta quella suggestiva della Fontana dei Due soli. L'obiettivo primario rimane invariato: esprimere il dissenso verso il progetto di banchinamento del Molo Clementino. Questa iniziativa è promossa dal Comitato Porto-Città e dalla Piattaforma Ancona – Porto Ambiente Salute Lavoro. L'intento è bloccare l'arrivo di mega navi da crociera. La mobilitazione si intensifica in vista della scadenza per la presentazione delle osservazioni ministeriali. La decisione finale sul procedimento è imminente.
La conferenza stampa di oggi, mercoledì 25 marzo, ha servito a chiarire le motivazioni alla base della protesta. Gli organizzatori hanno ribadito la loro ferma opposizione. Il progetto di banchinamento è visto come una minaccia per il porto antico. Si teme una destinazione esclusiva per le grandi imbarcazioni da crociera. Questo priverebbe la città di uno spazio vitale. La comunità locale desidera riappropriarsi del proprio waterfront. L'idea è quella di renderlo accessibile e fruibile a tutti i cittadini. La conferenza stampa ha evidenziato le criticità del progetto. Si parla di navi lunghe fino a 300 metri e con oltre 5.000 passeggeri. Queste dimensioni sollevano serie preoccupazioni.
Criticità del progetto: ambiente, salute e cultura
Giacomo Zacconi, portavoce della Piattaforma, ha sottolineato l'importanza di ripensare il futuro del Porto Antico. «La nostra azione – ha dichiarato Zacconi – nasce proprio per ripensare a quante cose si potrebbero fare al Porto antico per renderlo davvero accessibile e fruibile alla cittadinanza. E immaginarlo tutti assieme». L'obiettivo è la creazione di uno spazio multifunzionale. Questo spazio dovrebbe integrare le esigenze della città con quelle lavorative. La mobilitazione degli ultimi anni ha messo in luce le contraddizioni del progetto. L'hub crocieristico è considerato un'opera che sacrificherebbe uno spazio vitale. Si tratta di uno scrigno di testimonianze storiche e beni archeologici. Il timore è quello di una separazione ancora più marcata tra il porto e il resto di Ancona. La città rischia di perdere un pezzo della sua identità.
Patrizia Santoncini, membro del Comitato Porto-Città, ha aggiunto ulteriori dettagli. Le osservazioni presentate al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) confutano ogni aspetto del progetto. Vengono sollevate questioni cruciali riguardanti la tutela ambientale. La zona è già considerata altamente inquinata. Si aggiungono preoccupazioni sulla viabilità e sulla sostenibilità energetica. Non da ultimo, viene messa in discussione la tutela culturale del sito. La zona non può essere aggredita da un progetto di tale portata. Manca una valutazione vincolante adeguata. L'istanza è chiara: la ricucitura del porto alla città. Questa visione è coerente con i documenti urbanistici istituzionali. Ancona non è mai stata catalogata come porto crocieristico. La sua vocazione è diversa.
Il documento intitolato «Non c’è disastro ambientale senza disastro culturale. Giù le mani dal Molo Clementino» riassume la posizione del Comitato. È stato inviato alle autorità cittadine, incluso il sindaco Daniele Silvetti. I punti critici del progetto sono dettagliati. La questione sanitaria è centrale. Uno studio citato, il Pia, evidenzia l'incapacità della città di sopportare ulteriori carichi inquinanti. Le grandi navi da crociera, anche quelle di nuova generazione, aumenterebbero la concentrazione di PM10, PM2,5 e NO2. L'impatto si sentirebbe a ridosso del centro storico e oltre. L'aria che i cittadini respirano è a rischio.
Impatto urbanistico e critiche politiche
Sul piano urbanistico e culturale, il Comitato denuncia il rischio di uno stravolgimento definitivo del porto antico. L'arrivo di grandi navi davanti al centro storico è un problema. La nuova viabilità prevista a ridosso del Molo Clementino comprometterebbe la fruizione pubblica. Si accentuerebbe la separazione tra la città e il fronte portuale. Non si tratta di un processo di ricucitura, ma di una frattura ancora più profonda. Ancona rischierebbe di perdere uno dei suoi luoghi identitari. Il modello proposto si basa su pochi vantaggi economici. I costi collettivi, invece, sarebbero ingenti. Si parla di aumento dell'inquinamento, pressione sui servizi, impatti su acqua e rifiuti. Crescita dell'overtourism e trasformazione del centro storico sono altri rischi. La perdita progressiva dell'identità urbana è un prezzo troppo alto. Il progetto sembra pensato per gli interessi dei grandi operatori crocieristici.
Il documento ricostruisce anche la genesi del progetto. Le precedenti amministrazioni di centrosinistra (2014-2023) hanno appoggiato la richiesta di Msc e dell'Autorità portuale. La trasformazione del Molo Clementino in hub crocieristico era l'obiettivo. La delibera consiliare n. 50 del 2019 autorizzò la variante al Piano regolatore portuale. Tuttavia, non è mai stata redatta una variante al Prg comunale per sanare la non conformità. Il progetto ha continuato il suo iter senza le dovute regolarizzazioni urbanistiche. Questo iter ha sollevato dubbi sulla trasparenza e sulla correttezza procedurale.
Durante la conferenza stampa sono intervenuti anche esponenti politici. Andrea Nobili, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra in Consiglio regionale, ha espresso il suo sostegno. «Rendere il Molo Clementino una banchina per le mega navi, oltre a essere un'offesa al patrimonio storico-culturale della città, è un pericolo per la salute dei cittadini», ha affermato. Avs è vicina al Comitato, definito un grande esempio civico. È stata presentata una mozione in Consiglio regionale. La mozione chiede chiarimenti sul progetto di elettrificazione delle banchine. La Giunta regionale ha assunto un atteggiamento ambiguo. Nobili auspica un ripensamento anche nel centrosinistra. Le amministrazioni passate hanno dato il via al progetto.
Francesco Rubini, capogruppo di Altra Idea di Città nel Consiglio comunale di Ancona, ha ripercorso il cammino della battaglia. «Nel 2019 siamo partiti da soli, come lista, su questa battaglia. Un lungo cammino, dentro e fuori le istituzioni», ha spiegato. Oggi, una larga fetta della società civile ha compreso l'errore di questa scelta. Si chiede al sindaco di formalizzare la contrarietà all'opera in sede istituzionale. La pressione politica e sociale sta aumentando. L'obiettivo è bloccare definitivamente il progetto.
Carlo Maria Pesaresi, capogruppo di Ancona Diamoci del Noi nell'Assise Dorica, ha evidenziato la crescita del movimento. La posizione contraria al banchinamento è entrata nel programma del centrosinistra alle scorse elezioni regionali. L'auspicio è che il ministero ascolti le richieste della società civile e dei soggetti istituzionali. Un porto che può tornare a essere luogo di incontro sociale e di lavoro. La visione di un porto integrato con la città è condivisa da molti. Il futuro di Ancona dipende anche da queste scelte.
Composizione dei promotori e appello finale
Il Comitato Porto-Città è composto da cittadini. La Piattaforma Ancona – Porto Ambiente Salute Lavoro include diverse realtà. Tra queste figurano: Altra Idea di Città, Sinistra Italiana, Europa Verde – Verdi, Movimento 5 Stelle, Partito Comunista Italiano, Comitato Aria Nostra, Arci, Potere al Popolo, Ancona Diamoci del Noi, Ankon Civica Verde e Popolare, Legambiente – Il Pungitopo, Portonovo per Tutti, Mezzavalle Libera, Italia Nostra, Coordinamento Genitori Democratici, Acu Gulliver Sinistra Universitaria e Mare Libero. Tutti questi soggetti parteciperanno al flash mob. Condividono pienamente le motivazioni, gli scopi e gli obiettivi dell'iniziativa. La protesta rappresenta un fronte unito contro il progetto.
La data del flash mob è stata spostata al 29 marzo. L'orario è fissato per le 11:00. Il luogo è la Fontana dei Due soli. L'appello è rivolto a tutta la cittadinanza. È fondamentale partecipare per far sentire la propria voce. La difesa del Molo Clementino e del porto antico è una battaglia per il futuro di Ancona. La città merita un porto che sia un luogo di incontro, non solo un punto di transito per mega navi. La salute, l'ambiente e la cultura sono in gioco. La partecipazione di massa è cruciale per influenzare la decisione ministeriale. La comunità di Ancona è chiamata a mobilitarsi.