Una festa di compleanno ad Ancona si è trasformata in violenza. Un uomo è stato aggredito con bottigliate e condannato a lavori socialmente utili.
Aggressione durante festa di compleanno ad Ancona
Una celebrazione per il 30esimo compleanno è sfociata in un'aggressione violenta. L'episodio è avvenuto a Collemarino, quartiere di Ancona. La vittima, un cittadino moldavo residente a Modena, era giunta per festeggiare con la compagna e alcuni familiari.
La serata, iniziata con una cena tranquilla, ha preso una piega inaspettata. L'abitazione scelta per la festa era quella del compagno della sorella della fidanzata. Dopo le 23, la situazione è degenerata con l'arrivo di tre persone non ben conosciute dalla vittima.
Lite degenera in violenza fisica
Uno degli invitati improvvisi, anch'egli moldavo, ha iniziato a rivolgere pesanti offese al festeggiato. Le parole sono presto degenerate in minacce. L'aggressore avrebbe intimato al 30enne: «Sei più piccolo di me, devi stare zitto e ubbidire».
Il festeggiato ha chiesto chiarimenti sull'atteggiamento ostile. Questa reazione è stata il pretesto per l'aggressione. È stato colpito violentemente alla testa con una bottiglia di vetro, che si è rotta sull'impatto. L'aggressore, con l'aiuto di un complice, ha proseguito l'attacco con pugni e calci.
Vittima in ospedale, aggressore a processo
I tre aggressori si sono dati alla fuga dopo l'aggressione. La vittima, ferita alla fronte, si è recata immediatamente al pronto soccorso. Ha ricevuto cure mediche e una prognosi di dieci giorni. Successivamente, ha sporto denuncia ai carabinieri di Bologna, dove risiede.
L'autore principale dell'aggressione è finito sotto processo per lesioni aggravate. La vicenda è stata giudicata dal tribunale di Ancona. La giudice Maria Elena Cola ha emesso la sentenza.
Condanna per l'aggressore
L'uomo che ha colpito il 30enne con la bottiglia è stato condannato. La pena inflitta è di 4 mesi di reclusione. Questa pena è stata successivamente convertita in 50 ore di lavori di pubblica utilità.
L'aggressore era assistito dall'avvocato Federica Batistoni. La sentenza rappresenta la conclusione di un procedimento giudiziario scaturito da una serata di festa degenerata in violenza.