Ancona ha ospitato un congresso internazionale sulla cardiochirurgia mini-invasiva, riunendo 470 specialisti da tutto il mondo. L'evento ha messo in luce la tecnica transascellare, sviluppata localmente e sempre più diffusa a livello globale.
Ancona accoglie 470 esperti di cardiochirurgia
La città di Ancona è stata teatro di un importante evento scientifico. Per tre giorni, il Teatro delle Muse ha visto la partecipazione di circa 470 cardiochirurghi. Questi professionisti provengono da 44 nazioni diverse. Hanno partecipato chirurghi, cardiologi e anestesisti. Provenivano da Europa, Stati Uniti, Asia, Sud America e Medio Oriente. L'evento era la quinta edizione dell'Ancona Live Course. Questo congresso è dedicato alla cardiochirurgia mini-invasiva. L'organizzazione lo definisce il più grande in Europa. È promosso da un singolo istituto ospedaliero-universitario. La fonte riporta che l'ente organizzatore ha definito l'evento il più grande in Europa tra quelli promossi da un singolo istituto ospedaliero-universitario.
Focus sulla tecnica transascellare
Il fulcro del congresso è stata la tecnica transascellare. Questa metodologia è stata sviluppata dalla Cardiochirurgia dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche (Aoum). Oggi è adottata in molti centri internazionali. La tecnica prevede un'incisione di circa quattro centimetri. Viene praticata nell'ascella destra. Permette di intervenire sulle valvole cardiache. Lo sterno non viene aperto completamente. Dal 2017 ad oggi, l'uso di questa tecnica è aumentato significativamente. Nell'ospedale di Ancona, è passata dal 50% al 90% degli interventi valvolari. In Germania e negli Stati Uniti, il riferimento è ancora al 50%. Il centro di Ancona ha ospitato 36 settimane di formazione internazionale solo nel 2025. Sono stati presentati anche i protocolli Eras. Questi mirano ad accelerare il recupero post-operatorio dei pazienti. La fonte indica che nel solo 2025 il centro ha ospitato 36 settimane di formazione internazionale.
Ancona protagonista dell'innovazione medica
Il rettore dell'Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini, ha sottolineato l'importanza dell'evento. Ha affermato: «L'ateneo è protagonista nei processi di innovazione scientifica e clinica». Ha aggiunto che la presenza di specialisti da 44 Paesi testimonia la capacità del territorio. Dimostra la capacità di attrarre «competenze di altissimo profilo». Le sue parole sono riportate dalla fonte. Il direttore generale dell'Aoum, Armando Marco Gozzini, ha espresso soddisfazione. Ha dichiarato: «Un'ulteriore conferma del livello di alta complessità raggiunto dai nostri presidi ospedalieri». Ha definito queste eccellenze «da tutelare e valorizzare in ogni modo». La fonte attribuisce queste dichiarazioni ad Armando Marco Gozzini.