La visita di alunni a una moschea di Ancona è stata definita un'esperienza interculturale dal dirigente scolastico. La decisione, criticata da esponenti politici, rientra nell'autonomia didattica della scuola.
Visita alla moschea: un'offerta formativa
La visita alla moschea rappresenta un'offerta formativa promossa dagli insegnanti. Questa attività rientra pienamente nell'autonomia scolastica. Non è stata violata alcuna norma. Fa parte integrante del percorso didattico. Le famiglie degli alunni sono state preventivamente informate di tutto. Si tratta di un'esperienza interculturale. Non vi è alcun intento di proselitismo religioso. Lo ha affermato il dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Grazie Tavernelle di Ancona. Il suo nome è Andrea Sallese. Ha spiegato la decisione in una conferenza stampa. La scelta è stata quella di far visitare la moschea della Fratellanza. Questa si trova nel quartiere della Baraccola. È un importante centro islamico della città. L'istituto interessato è la scuola primaria Maggini.
Critiche politiche e chiarimenti del dirigente
Tale decisione ha suscitato critiche da parte della Lega. Lo scorso martedì, una nota congiunta è stata diffusa. La firma era di Silvia Sardone, vicesegretaria del partito. C'era anche Giorgia Latini, deputata e coordinatrice regionale della Lega Marche. Le due esponenti hanno parlato di «iniziative ideologiche imposte agli studenti». Hanno inoltre sottolineato l'assenza di un'intesa tra Stato e comunità musulmane. Secondo loro, ciò non giustificherebbe visite di questo tipo. Dopo aver chiarito la scelta con l'Ufficio Scolastico Regionale, il preside Sallese ha fornito ulteriori dettagli. Ha spiegato che queste iniziative erano già in corso. Erano presenti anche prima del suo arrivo a settembre 2024. L'istituto scolastico conta una significativa presenza di studenti. Gli alunni di religione islamica superano il 30% degli iscritti totali. Ha anche evidenziato un fenomeno speculare. Spesso, durante le gite scolastiche, studenti stranieri visitano le chiese. Questo avviene regolarmente.
Una scuola libera e laica
Il dirigente scolastico ha descritto la scuola come un ambiente «libero e laico». Ha espresso la sua ferma convinzione. Non può accettare che la scuola venga utilizzata per fare propaganda politica. Per questo motivo, ha lanciato un invito diretto. Ha invitato le due esponenti politiche a visitare l'istituto. L'obiettivo è conoscere meglio le attività svolte. La scuola mira a promuovere la comprensione reciproca. L'educazione interculturale è un pilastro fondamentale. La visita alla moschea rientra in questo quadro. Non è un atto di imposizione. È un'opportunità di apprendimento. La scuola si impegna a fornire un'educazione completa. Questa include la conoscenza di diverse culture e religioni. La trasparenza verso le famiglie è stata garantita. L'autonomia didattica permette queste scelte. La scuola si pone come luogo di dialogo. Non come spazio di indottrinamento. L'intento è favorire la coesione sociale. Attraverso la conoscenza e il rispetto reciproco. L'iniziativa è stata ben accolta dalla comunità scolastica. Le famiglie hanno espresso apprezzamento. Per l'apertura e l'inclusività dimostrate. La scuola continua il suo percorso. Orientato alla crescita degli studenti. In un contesto multiculturale e democratico.