Andrea Agostini ha rassegnato le dimissioni dall'incarico di direttore facente funzioni di Marche Cultura ad Ancona. La decisione è legata a un cambio di condizioni che rendono impossibile la gestione senza retribuzione.
Dimissioni per incompatibilità con incarico non retribuito
Il presidente di Fondazione Marche Film Commission, Andrea Agostini, ha presentato le sue dimissioni. Ha rinunciato all'incarico di direttore facente funzioni ad interim. La decisione è stata comunicata al Consiglio di amministrazione. Le sue funzioni sono ora gestite collegialmente dagli altri membri del CdA.
Agostini ha spiegato le ragioni della sua scelta. Ha lavorato come Presidente senza compenso per anni. Tuttavia, come direttore, le mutate condizioni non permettono di assumere responsabilità gestionali senza una retribuzione adeguata. La sua posizione è chiara: non può continuare a ricoprire il ruolo in queste circostanze.
Nessun rilievo da Anac sul doppio ruolo
L'avvocato Andrea Agostini ha chiarito un aspetto importante. Non ci sono state contestazioni dall'Anac riguardo al suo doppio ruolo. L'Autorità Nazionale Anticorruzione non ha avviato procedimenti. L'Anac si è limitata a richiedere informazioni. L'obiettivo era verificare potenziali incompatibilità. Tali questioni erano già state esaminate e scartate.
La risposta del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza aveva già escluso problemi. Agostini ha voluto sottolineare questo punto per evitare malintesi. La sua decisione di dimettersi non è legata a rilievi da parte dell'Anac. Le motivazioni sono di natura diversa e riguardano la gestione economica dell'incarico.
Richiesta di svolgere funzioni senza compenso
Le motivazioni delle dimissioni sono ufficialmente agli atti. Agostini ha ritenuto opportuno chiarirle ulteriormente. Sia il CdA, con un verbale del 18 settembre 2025, sia la Regione Marche e il Comune di Ancona, tramite il Comitato di Controllo Analogo (Cca), gli avevano chiesto di assumere anche il ruolo di direttore. Questo avvenne pur sapendo che lo Statuto prevede una retribuzione per il direttore, ma non per il Presidente e i membri del CdA.
Inizialmente, Agostini aveva dato la sua disponibilità a ricoprire entrambe le cariche. Le condizioni, però, sono cambiate recentemente. Il nuovo CdA, insediatosi l'11 maggio 2026, e il Cca gli hanno chiesto di proseguire le stesse funzioni direttive. Questa volta, però, senza alcuna retribuzione. Agostini ha definito la richiesta legittima. Nonostante ciò, ha ritenuto di non poterla accogliere.
Garanzia di libertà e dibattito nel CdA
Per garantire la massima libertà di discussione e di voto all'interno del Consiglio, Agostini ha scelto di fare un passo indietro. Ha lasciato momentaneamente la seduta. È rientrato successivamente per il proseguimento dei lavori. Non si è trattato di un momento di tensione. È stata semplicemente presa atto della sua decisione. La sua priorità è stata quella di non creare potenziali conflitti di interesse o pressioni.
Agostini ha sollevato una domanda retorica. Chi sarebbe disposto a svolgere un lavoro così impegnativo gratuitamente? Ha anche criticato l'idea che un incarico nel settore culturale non sia considerato un vero lavoro. Sottolinea l'importanza di riconoscere il valore e l'impegno richiesti. La cultura merita la stessa considerazione di altri settori professionali.
Incarico pro tempore protratto oltre le aspettative
L'intenzione iniziale di Agostini era che l'incarico di direttore pro tempore fosse di breve durata. La situazione si è invece protratta. È iniziata a fine settembre 2025 ed è terminata martedì scorso. Il motivo principale è stato il ritardo nella ricostituzione del CdA. Questo organo ha la competenza per indire il bando di selezione del nuovo direttore. Il bando era scaduto a novembre 2025.
Il CdA è stato ricostituito solo a fine aprile scorso. Attualmente, è ancora in attesa del parere della Regione. Questo è necessario per poter procedere con la selezione del nuovo direttore. La situazione ha quindi prolungato la necessità di una gestione ad interim. Agostini ha evidenziato come i tempi burocratici abbiano influito sulla durata del suo incarico.