Oltre 900 sacche di plasma destinate alla ricerca scientifica rimangono congelate ad Ancona a causa di ritardi burocratici. Il consigliere Mastrovincenzo denuncia uno scandalo nella gestione sanitaria regionale, dopo un precedente spreco di materiale.
Ritardi burocratici bloccano plasma destinato alla ricerca
Un grave problema emerge nella gestione delle sacche di plasma ad Ancona. Il consigliere regionale Antonio Mastrovincenzo del Partito Democratico solleva una nuova questione. Si parla di 932 unità di plasma ancora bloccate nei congelatori. Questa situazione segue uno spreco precedente di centinaia di sacche. La burocrazia viene indicata come causa principale del fermo. Le sacche non possono essere utilizzate nemmeno per la ricerca scientifica.
Mastrovincenzo, primo firmatario di un'interrogazione sottoscritta da tutto il gruppo dem, attacca la gestione dell'Officina Trasfusionale di Ancona. La vicenda aveva già generato polemiche nella primavera precedente. A causa di ritardi nella lavorazione e carenza di personale, 323 sacche di plasma erano state eliminate perché deteriorate. Questo rappresenta un danno inaccettabile.
La soluzione proposta e il blocco burocratico
Per mitigare le conseguenze di quel disastro, il Centro nazionale sangue aveva annunciato una soluzione. Il 7 aprile precedente, 932 sacche, non più utilizzabili per farmaci salvavita, sarebbero state trasferite all'Istituto superiore di sanità. L'obiettivo era destinarle a scopi di ricerca scientifica. Questa proposta sembrava una mossa di buon senso per non vanificare il gesto dei donatori. Tuttavia, a distanza di oltre tre mesi, la situazione è ancora bloccata.
La conferma del blocco è giunta dalla direzione dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche. Un ulteriore accesso agli atti da parte del consigliere Mastrovincenzo ha rivelato la causa. Le sacche non sono mai partite in attesa del parere dei Dpo (responsabili protezione dati) delle varie aziende sanitarie regionali. Solo dopo questo passaggio si sarebbe potuto procedere alla sottoscrizione del documento tecnico per il trasferimento.
Incredulità per i tempi della burocrazia
L'ultimo assenso necessario, quello dell'Ast di Macerata, è arrivato soltanto il 20 giugno. Il consigliere dem definisce la situazione semplicemente incredibile. La burocrazia impiega mesi per un passaggio tecnico di tale natura. Nel frattempo, le sacche occupano spazio prezioso nei frigoriferi della Medicina trasfusionale di Ancona. Questo spazio dovrebbe essere riservato al plasma appena prelevato dai donatori.
Questo scandalo, oltre a causare un grave danno erariale per le casse della Regione Marche, continua ad autoalimentarsi. La causa è l'inerzia e la totale mancanza di coordinamento della sanità regionale. La situazione è inaccettabile per i cittadini e per il sistema sanitario.
Richiesta di spiegazioni e azioni immediate
Con l'interrogazione depositata, si chiede conto di questa situazione direttamente al presidente della giunta e all'assessore alla Sanità. Mastrovincenzo sollecita risposte immediate. Il presidente Acquaroli e l'assessore Calcinaro devono spiegare i motivi di questo stallo vergognoso. È fondamentale che venga indicata una data certa e immediata per la partenza di queste sacche.
Non è tollerabile che, oltre all'inefficienza che ha distrutto il plasma dei cittadini, la ricerca scientifica venga ostaggio del malgoverno della sanità pubblica regionale. La comunità scientifica e i donatori attendono risposte concrete e azioni rapide per risolvere questa situazione.
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