Anagni: Carabinieri applicano braccialetto elettronico a 45enne
Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Anagni hanno eseguito un'ordinanza cautelare. Il provvedimento impone a un uomo di 45 anni il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla sua ex compagna e dai familiari di lei. Contestualmente, è stato applicato il dispositivo di controllo elettronico a distanza, noto come braccialetto elettronico.
L'uomo, un imprenditore già noto alle forze dell'ordine, è indagato per maltrattamenti e atti persecutori. La misura restrittiva è il risultato di indagini avviate dai militari dell'Arma dopo l'ennesimo episodio di violenza. Le presunte condotte vessatorie sono iniziate a marzo, quando l'uomo non ha accettato la fine della relazione sentimentale.
Indagini e episodi di stalking
Le indagini hanno permesso di raccogliere gravi e concordanti indizi di colpevolezza. L'indagato avrebbe tormentato l'ex compagna con messaggi molesti, offensivi e minatori. Si sarebbero verificate anche ripetute appostamenti. L'uomo si presentava frequentemente e improvvisamente nei luoghi abitualmente frequentati dalla donna.
L'escalation di queste condotte ha trovato un riscontro oggettivo in un recente episodio. L'uomo ha nuovamente tentato un approccio con la ex compagna. Di fronte all'ennesimo rifiuto, l'avrebbe aggredita fisicamente, tirandole i capelli. Una pattuglia dei Carabinieri, allertata da una richiesta di soccorso da parte di un passante, è intervenuta tempestivamente.
Intervento dei Carabinieri e misura cautelare
I militari sono riusciti a individuare e bloccare l'uomo sul posto. La documentazione delle reiterate condotte illecite ha consentito all'Autorità Giudiziaria di Frosinone di emettere la misura cautelare in tempi brevi. L'applicazione del braccialetto elettronico garantirà un monitoraggio costante dell'indagato.
Questo dispositivo mira a garantire l'incolumità e la serenità della vittima. È importante sottolineare che l'indagato è, allo stato attuale, solo presunto colpevole. La sua posizione sarà vagliata giudizialmente. Solo dopo una sentenza passata in giudicato si potrà accertare la sua eventuale colpevolezza definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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