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La riapertura delle indagini sulla scomparsa di Barbara Corvi non porta a nuove piste concrete. La perizia sui francobolli delle cartoline non ha rivelato tracce biologiche utili. L'udienza per i risultati è fissata per il 5 novembre.

Indagini sulla scomparsa di Barbara Corvi

Le indagini sulla misteriosa scomparsa di Barbara Corvi non hanno prodotto novità significative. La riapertura del caso, disposta lo scorso luglio, non ha portato a elementi concreti per fare luce sui fatti. La donna, residente a Montecampano di Amelia, è scomparsa nel 2009. La sua vicenda giudiziaria continua a tenere banco a Terni.

Il fascicolo giudiziario vede coinvolti l'ex marito, Roberto Lo Giudice, e suo fratello Maurizio. Le loro posizioni erano già state vagliate in una precedente indagine nel 2024, che si era conclusa con un'archiviazione. La Procura ha deciso di estendere gli accertamenti anche a una terza persona. Questa persona, sebbene non indagata formalmente, aveva avuto in passato una relazione sentimentale con la donna scomparsa.

La speranza degli inquirenti era di trovare riscontri utili per il raffronto con le persone coinvolte nel caso. La mancanza di progressi concreti lascia aperte molte domande. La comunità locale attende ancora risposte certe sulla sorte di Barbara Corvi. La vicenda ha segnato profondamente il territorio umbro.

La perizia sui francobolli delle cartoline

L'ultimo tentativo di ottenere elementi utili è stato concentrato sulle due cartoline spedite da Firenze. Queste missive erano state inviate ai familiari di Barbara Corvi nei giorni immediatamente successivi alla sua scomparsa, avvenuta il 27 ottobre 2009. Le cartoline erano state recapitate alla famiglia a Montecampano di Amelia.

L'obiettivo della perizia era chiaro: individuare eventuali tracce biologiche sui francobolli. Queste tracce avrebbero potuto essere comparate con il DNA delle persone indagate. La genetista forense Loredana Buscemi ha eseguito l'accertamento tecnico, richiesto dal gip di Terni, Barbara Di Giovannantonio. La richiesta era stata avanzata dalla Procura, rappresentata dai pubblici ministeri Marco Stramaglia ed Elena Neri.

Purtroppo, l'esito della perizia è stato negativo. Non sono state trovate tracce biologiche sui francobolli delle cartoline. Questo significa che non è stato possibile ottenere alcun raffronto utile con il DNA delle persone sotto inchiesta. La speranza di trovare un elemento risolutivo attraverso questo esame è quindi sfumata.

Le cartoline e le firme

Le due cartoline in questione riportavano la firma di Barbara Corvi. Tuttavia, perizie precedenti avevano già accertato che la scrittura non apparteneva a lei. Si trattava di messaggi in cui la trentacinquenne rassicurava i suoi cari. Affermava di non preoccuparsi e che sarebbe tornata presto a casa. Questo dettaglio aveva già sollevato dubbi sulla loro autenticità.

La spedizione da Firenze, inoltre, aggiungeva un ulteriore elemento di mistero. Non era chiaro il motivo per cui le cartoline provenissero da quella città. Né chi avesse materialmente provveduto a scriverle e spedirle. La mancanza di tracce biologiche sui francobolli rende ancora più difficile risalire all'autore di questi messaggi.

L'avvocato Cristiano Conte, che assiste Maurizio Lo Giudice insieme al collega Giorgio Colangeli, ha commentato l'esito. Ha dichiarato: «Essendo l'esito dell'accertamento negativo non possiamo sapere, sul piano tecnico, chi possa averle spedite». Questa dichiarazione sottolinea l'attuale impasse investigativo.

Prossimi passi e contesto investigativo

L'udienza fissata per il prossimo 5 novembre servirà a illustrare ufficialmente i risultati dell'accertamento tecnico. Sarà l'occasione per discutere le implicazioni di questa mancanza di prove. Il gip Barbara Di Giovannantonio ascolterà le relazioni dei periti e le argomentazioni delle parti.

La vicenda di Barbara Corvi è uno dei casi di scomparsa più dibattuti in Umbria. La sua sparizione nel 2009 ha lasciato un vuoto e molte domande senza risposta. Le indagini hanno attraversato diverse fasi, con momenti di speranza e delusioni.

L'estensione delle indagini a una terza persona, legata sentimentalmente alla donna, indica la volontà della Procura di non lasciare nulla di intentato. Tuttavia, la mancanza di elementi concreti, come quelli sperati dalla perizia sui francobolli, rende il percorso investigativo estremamente complesso. La comunità di Amelia e l'intera Umbria continuano a sperare in una risoluzione del caso.

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