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La comunità di Girifalco ha ricordato le sei vittime dell'incidente aereo avvenuto sul Monte Covello nel 1977. La cerimonia ha visto la partecipazione di autorità militari, civili e familiari dei caduti, sottolineando il legame tra il territorio e l'Arma dei Carabinieri.

Ricordo a Girifalco per i caduti del Monte Covello

La cittadina di Girifalco, in Calabria, ha ospitato una toccante commemorazione. L'evento ha reso omaggio alle vittime di un tragico incidente aereo. Questo è avvenuto il 31 ottobre 1977. Sei carabinieri persero la vita in quell'occasione. La cerimonia si è svolta in un clima di profonda riflessione. Ha riunito autorità, cittadini e i familiari dei militari scomparsi. L'evento ha rafforzato il legame storico tra la comunità locale e l'Arma dei Carabinieri. La partecipazione della popolazione è stata particolarmente sentita. Questo dimostra l'importanza dell'evento a distanza di quasi cinquant'anni.

La commemorazione è iniziata con una messa solenne. Si è tenuta nella chiesa di San Rocco. La funzione religiosa è stata officiata da diversi sacerdoti. Tra questi, don Antonio De Gori e don Paolo Calabretta. Era presente anche il cappellano militare della Legione Carabinieri "Calabria", don Vincenzo Ruggiero. La celebrazione ha visto la partecipazione di alte cariche dell'Arma. Erano presenti il comandante interregionale Carabinieri "Culqualber", generale Claudio Domizi. C'era anche il comandante della Legione Carabinieri "Calabria", generale Lorenzo Sabatino. Una rappresentanza dell'Arma di Catanzaro ha preso parte alla cerimonia. Non sono mancati i rappresentanti delle istituzioni locali. Tra questi, il vice sindaco di Girifalco e il sindaco di Amaroni. Erano presenti anche i familiari dei carabinieri caduti. Hanno partecipato delegati di associazioni professionali a carattere sindacale tra militari. Erano presenti anche rappresentanze del dipartimento Aereo e Navale. Non sono mancate le rappresentanze dell'Associazione Nazionale Carabinieri.

Il sacrificio dei carabinieri e il contesto operativo

Durante la cerimonia, il generale Lorenzo Sabatino ha preso la parola. Ha sottolineato il profondo legame che unisce Girifalco all'Arma dei Carabinieri. Ha evidenziato l'intensità della partecipazione popolare. Questo testimonia il valore della memoria. Il generale ha ringraziato tutti i presenti. Ha espresso gratitudine per l'alta autorità dell'Arma intervenuta. Ha inoltre posto l'accento sul valore del sacrificio dei caduti. Questi uomini persero la vita durante un'importante attività di servizio. L'obiettivo era effettuare ricognizioni. Si trattava di sorvolare territori noti per la presenza di consorterie criminali. La 'ndrangheta era particolarmente attiva in quel periodo. L'attività di servizio mirava a contrastare tali fenomeni. Il sacrificio di questi uomini non è dimenticato. La loro dedizione alla sicurezza del territorio è un esempio.

L'incidente aereo avvenne nel primo pomeriggio del 31 ottobre 1977. Il contatto radio con l'elicottero AB 205 si interruppe improvvisamente. A bordo viaggiavano i sei militari che persero la vita. Il generale Enrico Mino, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, era in Calabria. La sua visita aveva lo scopo di conoscere di persona i luoghi interessati dalle attività delle cosche della 'ndrangheta. All'epoca, i sequestri di persona erano un fenomeno preoccupante. Il generale, insieme ai suoi collaboratori, stava effettuando una ricognizione aerea. L'elicottero sorvolava aree strategiche. Queste includevano i territori di Rosarno, Taurianova e Reggio Calabria. La 'ndrangheta era particolarmente radicata in queste zone. L'attività di ricognizione era fondamentale per il contrasto alla criminalità organizzata.

La tragedia sul Monte Covello e i nomi dei caduti

La cerimonia è proseguita sul Monte Covello. Qui si è svolta la deposizione di due corone d'alloro. Questo è avvenuto presso il Monumento eretto sul luogo della tragedia. Sono stati resi gli onori ai caduti. Il Monumento ricorda il tragico evento. I nomi dei militari che persero la vita sono incisi sulla lapide. Si tratta del generale Enrico Mino, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri. C'era il colonnello Francesco Friscia, comandante della Legione Carabinieri di Catanzaro. Il tenente colonnello Luigi Vilardo, aiutante di campo del generale Mino. Il tenente colonnello Francesco Sirimarco, comandante del Centro elicotteri carabinieri di Pratica di Mare. Il tenente Francesco Cerasoli, pilota della Base elicotteri di Vibo Valentia. E infine, il brigadiere Costantino Di Fede del Centro elicotteri di Pratica di Mare. Questi nomi rappresentano il sacrificio di uomini dello Stato.

I resti del velivolo precipitato furono ritrovati solo a tarda sera. L'elicottero si era schiantato nella nebbia. La caduta avvenne alle pendici del versante est del Monte Covello. La località esatta è Rimitello. La visibilità ridotta a causa della nebbia ha probabilmente contribuito alla tragedia. L'incidente ha segnato profondamente la comunità locale e l'Arma dei Carabinieri. La commemorazione annuale serve a mantenere viva la memoria. Ricorda il coraggio e il sacrificio di questi uomini. Il loro impegno per la legalità e la sicurezza del paese è un esempio per le generazioni future. L'evento di Girifalco è un momento di raccoglimento e di testimonianza.

Il contesto storico e geografico dell'incidente

L'incidente aereo di Monte Covello si inserisce in un contesto storico particolare per la Calabria. Gli anni '70 furono segnati da una forte presenza e attività della 'ndrangheta. I sequestri di persona a scopo di estorsione erano frequenti. Le cosche criminali esercitavano un controllo significativo su ampi territori. L'azione dello Stato, attraverso le forze dell'ordine, era intensa. L'Arma dei Carabinieri svolgeva un ruolo cruciale in questa lotta. Le ricognizioni aeree, come quella effettuata dal generale Mino e dal suo staff, erano fondamentali. Permettevano di monitorare le aree a rischio. Consentivano di raccogliere informazioni utili per le indagini. Il Monte Covello, situato nell'entroterra calabrese, è un'area strategica. La sua posizione elevata offre un punto di osservazione privilegiato. La zona è caratterizzata da rilievi montuosi e aree boschive. Questo rende le operazioni di ricognizione aeree particolarmente importanti. La nebbia, frequente in queste aree in determinati periodi dell'anno, rappresenta un rischio aggiuntivo per il volo. La tragedia del 1977 evidenzia i pericoli affrontati quotidianamente dalle forze dell'ordine.

La scelta di commemorare l'evento a Girifalco non è casuale. Il comune, situato nella provincia di Catanzaro, è parte del territorio interessato dalle attività criminali dell'epoca. La vicinanza a zone come Rosarno e Reggio Calabria, storicamente roccaforti della 'ndrangheta, rende la commemorazione ancora più significativa. Il legame tra la comunità e l'Arma dei Carabinieri, come sottolineato dal generale Sabatino, è un elemento di forza. Dimostra la resilienza del territorio e la sua volontà di non dimenticare. La memoria dei caduti serve a rafforzare l'impegno collettivo nella lotta alla criminalità. La cerimonia sul Monte Covello, luogo della tragedia, è un momento di profonda commozione. La deposizione delle corone d'alloro simboleggia il rispetto e la gratitudine per il sacrificio compiuto. La partecipazione delle famiglie dei caduti aggiunge un ulteriore livello di emotività. La loro presenza testimonia il dolore ancora vivo, ma anche l'orgoglio per il servizio svolto dai loro cari.

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