L'imprenditore Alberico Pacelli è stato assolto dopo un lungo iter giudiziario durato 15 anni, relativo alla morte di un operaio avvenuta nel 2009. La giustizia ha riconosciuto la sua estraneità ai fatti contestati.
La fine di un calvario giudiziario
Si è conclusa la vicenda legale che ha visto coinvolto Alberico Pacelli. L'imprenditore di Alvignano, provincia di Caserta, è stato assolto dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il processo era iniziato quasi 15 anni fa. Riguardava un incidente mortale avvenuto nel maggio 2009. Un operaio della sua azienda perse la vita. L'uomo fu trovato a terra privo di sensi. Aveva una grave frattura al cranio.
Le ipotesi iniziali e il cambio di accusa
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ipotizzò inizialmente una caduta da un muletto. Secondo il pubblico ministero, l'operaio era salito sul mezzo per disposizione di Pacelli. Il processo di primo grado iniziò nel 2012. Si svolse davanti al giudice monocratico Urbano. Durante la requisitoria, il pm modificò l'accusa. Aggravò l'imputazione a carico di Pacelli. I legali difensori, gli avvocati Francesca Mastracchio e Luigi Iannettone, chiesero un nuovo esame degli atti. Sollecitarono la Procura per un nuovo giudizio.
La difesa e le prove decisive
Si aprì così un secondo dibattimento. Un nuovo giudice esaminò il caso. La difesa presentò consulenze medico-legali. Fu determinante quella del dottor Bernardino Aldi. Era un radiologo forense e medico legale. Fu nominato dalla difesa di Pacelli. Le perizie dimostrarono che la frattura cranica era compatibile con una caduta. La caduta poteva essere stata causata da un malore improvviso. Le prove emersero chiaramente.
L'assoluzione e le parole dell'imprenditore
Di fronte alle nuove evidenze, il pubblico ministero modificò nuovamente l'accusa. I difensori insistettero per l'assoluzione piena. In subordine, chiesero una nuova trasmissione degli atti alla Procura. Il giudice ha infine optato per l'assoluzione. La motivazione è stata «insussistenza del fatto». Alberico Pacelli ha dichiarato: «Ho sempre saputo di essere innocente». Ha aggiunto: «Ci sono voluti anni per dimostrarlo». Ha sottolineato il cambio delle accuse a suo carico. Ha concluso: «Ho sempre creduto nella giustizia». Ha ringraziato la sua famiglia: «Lo devo innanzitutto al sostegno della mia famiglia, che mi è stata vicina e mi ha supportato in ogni momento».
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