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La sentenza per l'omicidio stradale di Lea Stevanovic, bambina investita a Creazzo, è stata nuovamente rinviata. I genitori esprimono profonda delusione e rabbia per i continui slittamenti del processo.

Rinvio udienza processo Lea Stevanovic

L'attesa per la giustizia continua per la famiglia Stevanovic. La sentenza relativa alla tragica morte della piccola Lea, avvenuta a Creazzo nel febbraio dello scorso anno, è stata posticipata ancora una volta. La notizia ha suscitato forte amarezza nei genitori della bambina, Jovana e Zarko.

La piccola Lea, di soli 10 anni, perse la vita dopo essere stata travolta da un'auto mentre camminava sul marciapiede. Alla guida del veicolo si trovava Fabio Zattera, 56 anni, residente nella zona. L'uomo è imputato per omicidio stradale, con l'aggravante della guida in stato di ebbrezza.

L'udienza, che si sarebbe dovuta concludere con una decisione, è stata rinviata dal giudice Chiara Cuzzi. La nuova data fissata per il proseguimento del processo è il 25 maggio. I genitori di Lea sperano che questo sia l'ultimo rinvio.

Richiesta di sei anni e colpo di scena

Nel corso di un'udienza precedente, il pubblico ministero Gianni Pipeschi aveva richiesto una pena di sei anni di reclusione per Zattera. La sua requisitoria descriveva una condotta di guida pericolosa, con il veicolo che zigzagava, percorreva contromano una rotatoria e infine saliva sul marciapiede, investendo la piccola Lea.

La bambina si stava recando allo stadio per la sua prima partita del Vicenza insieme al padre. La richiesta di pena era stata formulata nell'ambito di un processo con rito abbreviato, che prevede una riduzione di un terzo della pena in caso di condanna.

Durante l'udienza più recente, sono emerse delle novità. La difesa dell'imputato, rappresentata dagli avvocati Paolo Mele junior ed Ezio Longo, ha presentato una consulenza tecnica non precedentemente introdotta nel fascicolo. Questa mossa ha sorpreso sia la procura che la parte civile, rappresentata dall'avvocato Stefano Peron.

L'avvocato Peron ha spiegato che la consulenza non è stata ammessa dal giudice, poiché non era stata richiesta la sua acquisizione. Nonostante ciò, la discussione e la presentazione di questa nuova documentazione hanno prolungato l'udienza oltre i tempi previsti.

Delusione e dolore dei genitori

La mancata conclusione dell'udienza ha generato profonda delusione nei genitori di Lea. «Oggi mi aspettavo una decisione. Devo dire che sono tanto arrabbiata, delusa. Non ne posso più», ha dichiarato Jovana Stevanovic. Il suo tono riflette il dolore e la frustrazione accumulati nel corso del procedimento giudiziario.

L'avvocato Peron ha descritto la situazione dei suoi clienti come quella di una «ferita aperta sulla quale si cosparge del sale». La conclusione del processo, anche se con una pena, potrebbe offrire un parziale sollievo al loro dolore. La continua dilazione dei tempi, invece, sembra acuire la sofferenza.

L'incidente avvenne il 16 febbraio 2025 a Creazzo, in viale Italia. L'automobilista, sottoposto ad alcoltest, risultò positivo con un tasso ben superiore ai limiti di legge. Lea morì pochi giorni dopo nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Vicenza. Nell'impatto rimase ferito lievemente anche un amico della bambina.

Le persone hanno chiesto anche:

Perché è stata rinviata la sentenza per la morte di Lea Stevanovic?
La sentenza è stata rinviata perché la difesa dell'imputato ha presentato una consulenza tecnica non precedentemente ammessa, prolungando l'udienza oltre i tempi previsti e impedendone la conclusione.

Cosa chiedeva la procura per l'automobilista che ha investito Lea Stevanovic?
La procura aveva richiesto una pena di sei anni di reclusione per Fabio Zattera, accusato di omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza.

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