Condividi

Cinque persone sono state fermate dai carabinieri a Gravina in Puglia per aver sequestrato e picchiato un diciassettenne. Le aggressioni, avvenute tra febbraio e agosto, sarebbero legate a un debito di 300 euro per l'acquisto di cannabinoidi. La vittima ha denunciato le violenze, inclusi sequestri e pestaggi, anche filmati e diffusi sui social.

Risse e sequestri per debiti di droga nel Barese

Le forze dell'ordine hanno eseguito cinque arresti a Gravina in Puglia, comune in provincia di Bari. Le accuse mosse a vario titolo includono sequestro di persona a scopo di estorsione. Sono contestate anche lesioni personali aggravate e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La vicenda ha coinvolto un diciassettenne, ospite di una comunità educativa locale. Gli arrestati sono stati identificati come due uomini di Matera e tre giovani di Altamura. Due di loro sono stati condotti in carcere, mentre gli altri tre sono agli arresti domiciliari. Le indagini hanno rivelato un quadro preoccupante di violenze e minacce.

La presunta causa scatenante delle aggressioni sarebbe un debito di 300 euro. Questo importo sarebbe stato contratto dal giovane per l'acquisto di sostanze stupefacenti, nello specifico cannabinoidi. Il mancato pagamento avrebbe innescato una spirale di violenza. Le autorità hanno coordinato le operazioni sulla base di una denuncia presentata dalla stessa vittima. Il ragazzo, accompagnato da operatori della struttura che lo ospita, ha fornito un resoconto dettagliato degli eventi.

Le violenze subite dal minorenne sono iniziate nel mese di febbraio e si sono protratte fino ad agosto. Tra le accuse figurano intimidazioni con armi da fuoco e minacce di morte. Le indagini hanno permesso di accertare che il giovane sarebbe stato sequestrato in due distinte occasioni. La prima volta è avvenuta ad aprile. In quell'occasione, il diciassettenne sarebbe stato caricato con la forza su un'automobile. Successivamente, sarebbe stato condotto in una zona isolata e lì picchiato.

Dettagli agghiaccianti sui pestaggi e le minacce

Il secondo sequestro è avvenuto nel mese di luglio. In questo caso, il giovane sarebbe stato attirato con l'inganno in un bar. Da lì, è stato aggredito e trascinato in un'area boschiva. Qui avrebbe subito un vero e proprio pestaggio di gruppo. I colpi, inferti con calci e pugni, si sono concentrati sulla testa e sul corpo della vittima. Le violenze sono state particolarmente brutali. L'ultimo episodio di aggressione sarebbe stato anche ripreso con un telefono cellulare. Le immagini sarebbero state poi diffuse sui social network nei giorni successivi all'evento.

Oltre alle violenze fisiche, il diciassettenne è stato anche rapinato. Gli aggressori gli avrebbero sottratto il telefono cellulare. Per mesi, il giovane avrebbe ricevuto minacce continue. Queste comunicazioni avvenivano sia telefonicamente sia tramite messaggi di posta elettronica. Un educatore della comunità ha documentato il pagamento di una parte del debito. Questo versamento è stato effettuato nel tentativo di porre fine alle condotte vessatorie. L'obiettivo era anche recuperare il telefono sottratto al ragazzo.

Identificazione degli aggressori e procedimenti giudiziari

Gli arrestati identificati sono un uomo di 21 anni e un altro di 26 anni, entrambi residenti a Matera. Sono stati condotti in carcere. Agli arresti domiciliari sono finiti invece due diciassettenni e un ventitreenne, tutti originari di Altamura. Tra gli aggressori, le indagini hanno fatto emergere la presenza di un ulteriore minorenne. Nei suoi confronti, il procedimento giudiziario è di competenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. Questo sottolinea la gravità degli eventi che hanno coinvolto anche giovanissimi.

La Procura di Bari ha coordinato le indagini. La denuncia della vittima è stata fondamentale per avviare le attività investigative. Il diciassettenne ha trovato il coraggio di raccontare tutto, supportato dagli operatori della comunità educativa. Le testimonianze hanno permesso di ricostruire la sequenza degli eventi. Le violenze sono state documentate attraverso intercettazioni, testimonianze e acquisizione di materiale probatorio. Le autorità hanno agito rapidamente per fermare la spirale di violenza e assicurare alla giustizia i responsabili.

La comunità di Gravina in Puglia è scossa da questi eventi. La violenza, legata al mondo degli stupefacenti e che coinvolge anche minorenni, solleva interrogativi sulla sicurezza e sul disagio sociale presente nel territorio. Le forze dell'ordine continuano a monitorare la situazione per prevenire futuri episodi simili. L'attenzione si concentra sulla prevenzione e sul contrasto allo spaccio di droga tra i giovani. La collaborazione tra istituzioni, scuole e famiglie è ritenuta cruciale per affrontare queste problematiche complesse.

Il sequestro di persona a scopo di estorsione è un reato grave. Le lesioni personali aggravate e l'estorsione aggravata completano il quadro delle accuse. La detenzione ai fini della vendita di sostanze stupefacenti evidenzia il legame tra criminalità organizzata e violenza giovanile. Le indagini proseguiranno per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per comprendere appieno la rete criminale coinvolta. La giustizia farà il suo corso per garantire che i responsabili paghino per le loro azioni.

Le autorità locali hanno espresso ferma condanna per l'accaduto. Hanno ribadito l'impegno a garantire la sicurezza dei cittadini, in particolare dei più giovani. La collaborazione con la Procura di Bari è stata definita essenziale per il successo dell'operazione. La tempestività degli interventi ha permesso di interrompere un ciclo di violenza che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più tragiche. La vicenda di Gravina in Puglia rappresenta un monito sulla pericolosità dei debiti legati al consumo di droga, soprattutto tra i minorenni.

Questa notizia riguarda anche: