Cronaca

Bergamo: la testimonianza dell'amante sulla vittima

19 marzo 2026, 09:01 3 min di lettura
Bergamo: la testimonianza dell'amante sulla vittima Immagine generata con AI Almenno san salvatore
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Femminicidio a Bergamo: la testimonianza chiave

Bergamo, 19 marzo 2026 – Le mura di via Pescaria, teatro del tragico femminicidio di Valentina Sarto, sono ancora sigillate dalla polizia scientifica. A poche ore dalla scoperta del corpo, arriva in via Pescaria Moris Panza, residente ad Almenno San Bartolomeo, visibilmente scosso. L'uomo, che da circa un mese e mezzo intratteneva una relazione con la vittima, si rivolge ai cronisti per raccontare gli ultimi, drammatici tentativi di convincere Valentina a denunciare le violenze subite dal marito, Vincenzo Dongellini.

Panza dichiara di aver più volte esortato la donna a sporgere denuncia contro il marito, descrivendo un clima di terrore e minacce costanti. La vittima, tuttavia, era paralizzata dalla paura di una reazione ancora più violenta da parte del coniuge, come riferito dall'amante.

I tentativi di denuncia e le minacce

«L’ultima volta è stato sabato mattina», racconta Panza, riferendosi a un tentativo di recarsi dai carabinieri di Almenno San Salvatore per chiedere consiglio. «Ci hanno detto di andare a Bergamo a fare denuncia», ma Valentina, nonostante l'accompagnamento di Panza, appariva riluttante, rimandando la decisione di una settimana. La sera prima del delitto, martedì, i due si erano scambiati messaggi. Valentina aveva espresso la convinzione di poter gestire la situazione, ma aveva anche dimenticato di chiamare la psichiatra del marito, un appuntamento che aveva rimandato al giorno seguente.

Panza aveva anche suggerito a Valentina di registrare le minacce del marito, messaggi che andavano avanti da almeno tre mesi. La donna aveva raccontato di un rapporto domestico sempre più teso, culminato in episodi di violenza fisica. L'amante ricorda che Vincenzo Dongellini aveva messo le mani addosso a Valentina per ben due volte, lasciandole graffi al collo in un'occasione recente.

La paura di Valentina e la gelosia del marito

Il movente della violenza sembra essere riconducibile alla gelosia del marito. Panza spiega che la coppia era in fase di separazione e che Dongellini era a conoscenza della nuova relazione della moglie. Nonostante le pressioni di Panza, che le aveva proposto di trasferirsi da lui o da un'amica a Seriate, Valentina esitava a lasciare la casa per timore di scatenare l'ira del marito. «Non voleva andare via da casa proprio perché lui la minacciava», afferma Panza, sottolineando come la paura di una reazione peggiore avesse impedito alla donna di cercare aiuto concreto.

Panza descrive Valentina come una «brava ragazza», conosciuta tempo prima in un locale sportivo. La relazione con il marito, iniziata dopo il matrimonio, era diventata insostenibile negli ultimi mesi, segnata da minacce continue e episodi di violenza fisica. La testimonianza di Panza getta luce sulle dinamiche che hanno preceduto il tragico epilogo, evidenziando il dramma di una donna intrappolata nella paura e nell'incapacità di sottrarsi a un destino segnato.

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