Cronaca

Basilicata: 1 miliardo da petrolio sprecato, denunciano consiglieri

17 marzo 2026, 13:29 5 min di lettura
Basilicata: 1 miliardo da petrolio sprecato, denunciano consiglieri Immagine generata con AI Aliano
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Consiglieri regionali della Basilicata Casa Comune hanno denunciato lo spreco di un miliardo di euro derivante dalle compensazioni petrolifere. Criticano la gestione del governo regionale, proponendo investimenti mirati per lo sviluppo locale.

Spreco di un miliardo da fondi petroliferi

Un miliardo di euro, provenienti dalle compensazioni ambientali legate all'estrazione di petrolio, sarebbe stato sprecato in Basilicata. Questa grave accusa arriva dai consiglieri regionali Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello, esponenti del movimento Basilicata Casa Comune. La loro denuncia è stata presentata stamani a Potenza, durante una conferenza stampa convocata per illustrare la loro analisi.

I due consiglieri hanno puntato il dito contro quella che definiscono una «dispersione di soldi e sciatteria» da parte dell'attuale governo regionale. La gestione dei fondi versati da compagnie petrolifere come Eni, Shell e Total nelle casse lucane è finita sotto la lente d'ingrandimento.

Secondo Chiorazzo e Vizziello, le risorse destinate allo sviluppo del territorio non sarebbero state impiegate in modo efficace. Hanno presentato dati specifici per documentare le loro affermazioni. Tra questi, figurano progetti fermi e mai avviati, nonostante ingenti stanziamenti.

La critica si concentra sulla mancanza di programmazione e sulla lentezza nell'esecuzione dei progetti. Questo approccio avrebbe portato a una sostanziale inefficacia nell'utilizzo di fondi che potrebbero invece generare benefici concreti per i cittadini lucani. La conferenza stampa si è svolta presso la sede del consiglio regionale, a Potenza.

Progetti fermi e fondi bloccati

Nel dettaglio, i consiglieri hanno evidenziato diverse criticità nella gestione dei fondi. Sono stati citati «progetti non programmati per 50 milioni di Total-Shell-Mitsui, bloccati senza avanzamento reale». Questi fondi, destinati a iniziative specifiche, sarebbero rimasti inutilizzati per anni.

Un altro esempio riguarda il «Centro droni di Stigliano», un progetto dal valore di «sei milioni». Anche in questo caso, il cantiere non sarebbe mai stato avviato, lasciando l'iniziativa in uno stato di stallo completo. La promessa di sviluppo tecnologico legata a questo centro è rimasta, quindi, lettera morta.

Particolarmente critica è la situazione relativa agli «impianti fotovoltaici per il sistema idrico lucano». Questi impianti, previsti ad Aliano, Irsina e Lavello, avrebbero dovuto costare circa «55 milioni di euro». L'obiettivo era quello di ridurre i costi energetici, con una conseguente diminuzione delle tariffe per l'acqua.

Tuttavia, i consiglieri hanno sottolineato che «nessuno dei tre impianti è stato avviato». Questo nonostante la previsione di chiusura dei lavori entro il 31 dicembre 2025. La mancata realizzazione di queste infrastrutture rappresenta un danno sia economico che ambientale per la regione.

La denuncia dei consiglieri evidenzia una gestione poco trasparente e inefficiente dei fondi. Le risorse, che potrebbero contribuire significativamente al progresso della Basilicata, sembrano essere bloccate da problemi burocratici e da una mancanza di visione strategica.

Interrogazioni ignorate e richiesta di accesso agli atti

I consiglieri di Basilicata Casa Comune hanno anche lamentato la mancanza di risposte da parte della giunta regionale. «Abbiamo presentato dal mese di febbraio 2025 tre interrogazioni alla giunta che sono rimaste senza risposta», hanno dichiarato.

Tra le richieste rimaste inevase, vi era anche quella di accesso agli atti relativi alla gestione di questi fondi. Questo rifiuto di fornire informazioni ha ulteriormente alimentato i sospetti sulla trasparenza dell'amministrazione regionale.

In netto contrasto, i consiglieri hanno evidenziato la prontezza di risposta da parte di Acquedotto Lucano. «Ci ha prontamente fornito in meno di 24 ore dalla nostra richiesta» i documenti richiesti. Questa differenza di trattamento suggerisce, secondo Chiorazzo e Vizziello, una volontà di nascondere informazioni da parte della giunta regionale.

La mancanza di trasparenza è un tema ricorrente nelle denunce del movimento. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono impiegate le risorse pubbliche, specialmente quelle derivanti da attività economiche ad alto impatto ambientale come l'estrazione di idrocarburi. L'assenza di risposte concrete rafforza la percezione di una gestione opaca.

Proposte per uno sviluppo reale e duraturo

Di fronte a questo scenario, Basilicata Casa Comune ha avanzato una proposta chiara e concreta. L'obiettivo è che «le risorse delle compensazioni ambientali siano al servizio dello sviluppo reale». Questo significa investire in progetti strutturali che portino benefici duraturi per tutti i lucani.

Tra le proposte specifiche, vi è la replica del modello «Data Center Campus» di Eni a Milano. L'idea è creare un polo tecnologico integrato, possibilmente vicino a invasi idrici, per sfruttare sinergie e risorse locali. Questo potrebbe attrarre investimenti e creare posti di lavoro qualificati.

Si propone inoltre il rafforzamento della filiera regionale dei biocarburanti. Questo settore rappresenta un'opportunità di crescita sostenibile per l'economia lucana, valorizzando le risorse agricole e le competenze locali.

Altra iniziativa riguarda la promozione di progetti agrivoltaici e comunità energetiche rinnovabili. Questi dovrebbero essere realizzati nei comuni che ospitano attività di produzione di idrocarburi, trasformando le aree di impatto in poli di energia pulita.

Infine, si suggerisce la trasformazione del Centro Droni di Stigliano in un hub interregionale dell'aerospazio. Questo comporterebbe la creazione di programmi di formazione specifici, per preparare i giovani alle sfide del settore e attrarre competenze.

Richiesta di concertazione e controllo

Per dare seguito a queste proposte, Basilicata Casa Comune chiede la convocazione di un tavolo di concertazione. L'obiettivo è effettuare una verifica approfondita sugli investimenti effettuati e sui progetti in corso.

In assenza di riscontri positivi e di un utilizzo efficace delle risorse di compensazione per progetti concreti, i consiglieri hanno annunciato che chiederanno l'intervento degli enti deputati al controllo. Questo potrebbe includere la Corte dei Conti o altre autorità di vigilanza.

La loro azione mira a garantire che i fondi derivanti dal petrolio vengano utilizzati per migliorare la qualità della vita dei cittadini lucani e per promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo della regione. La trasparenza e l'efficacia nella gestione delle risorse pubbliche sono considerate prioritarie.

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