Due uomini sono stati arrestati nel Leccese per aver raggirato un'anziana con una finta accusa di furto. Hanno sottratto denaro e preziosi per circa 30mila euro, recuperati dai carabinieri.
Finti carabinieri truffano anziana a Tricase
Una pensionata di 75 anni di Alessano, in provincia di Lecce, è stata vittima di una truffa elaborata. Ha ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo dei carabinieri. L'uomo le ha comunicato un presunto coinvolgimento in un furto. Questo furto sarebbe avvenuto in una gioielleria di Tricase. La donna, spaventata, ha deciso di consegnare beni per dimostrare la sua estraneità ai fatti. La truffa le è costata oltre 31mila euro. La somma includeva denaro contante e preziosi.
L'intervento dei carabinieri ha permesso il recupero della refurtiva. Hanno anche arrestato due uomini in flagranza di reato. I fermati hanno 27 e 54 anni. Entrambi sono originari della Campania. Sono stati condotti in carcere con l'accusa di truffa aggravata.
Indagini e arresto dei truffatori
I militari dell'Arma stavano pattugliando il centro abitato di Tricase. Hanno notato un'utilitaria con due occupanti. I loro movimenti sono apparsi sospetti agli occhi dei carabinieri. Hanno deciso di seguire il veicolo. L'auto è stata seguita fino ad Alessano. Nel frattempo, intorno alle ore 11:30, la pensionata ha ricevuto la telefonata decisiva.
Un individuo, spacciandosi per maresciallo dei carabinieri, l'ha informata. Il suo nome sarebbe emerso da un'indagine. L'indagine riguardava un furto in una gioielleria di Tricase. Per provare la sua innocenza, le è stato chiesto di consegnare denaro e gioielli. Un presunto collega del finto maresciallo si sarebbe recato a casa sua. La consegna serviva per presunte verifiche. Si trattava di controllare i numeri di serie delle banconote e le impronte digitali.
La consegna e il recupero della refurtiva
Pochi minuti dopo la telefonata, uno sconosciuto si è presentato all'abitazione dell'anziana. La donna gli ha consegnato una scatola. Dentro c'erano gioielli in oro. Il valore stimato era di circa 30mila euro. Insieme ai preziosi, ha consegnato 1.250 euro in contanti. La consegna è avvenuta in pochi minuti.
I carabinieri, che tenevano sotto controllo i movimenti dell'auto sospetta, sono intervenuti tempestivamente. Hanno bloccato i due uomini prima che potessero allontanarsi. L'operazione è avvenuta a breve distanza dalla casa della vittima. All'interno del veicolo è stata rinvenuta l'intera refurtiva. I beni sono stati immediatamente restituiti alla legittima proprietaria. L'azione rapida ha evitato la perdita definitiva dei beni.
Le conseguenze legali per i truffatori
I due arrestati sono stati posti a disposizione dell'autorità giudiziaria. Dovranno rispondere di truffa aggravata. La pena per questo tipo di reato può essere significativa. La gravità è aumentata dall'aver preso di mira una persona anziana. La vulnerabilità della vittima è un fattore aggravante. La prontezza dei carabinieri ha impedito che la truffa avesse conseguenze ancora più gravi. L'episodio evidenzia la persistenza di queste truffe ai danni degli anziani.
Le forze dell'ordine continuano a raccomandare prudenza. È fondamentale non fidarsi di telefonate sospette. Non bisogna mai consegnare denaro o preziosi a sconosciuti. In caso di dubbi, è sempre consigliabile contattare direttamente le forze dell'ordine. I numeri di emergenza sono attivi 24 ore su 24. La collaborazione dei cittadini è essenziale per contrastare questi reati.