L'ultima udienza del processo per lo scontro a fuoco alla Cascina Spiotta si è tenuta ad Alessandria. La pubblica accusa ha formulato le sue repliche, chiedendo pene severe per i tre ex brigatisti imputati. La vicenda risale al 1975 e vide la morte del carabiniere Giovanni D'Alfonso.
Udienza conclusiva per il caso Spiotta
Si è svolta oggi ad Alessandria l'udienza finale del processo. L'evento giudiziario riguarda lo scontro a fuoco avvenuto nel 1975. La Cascina Spiotta fu teatro di un tragico evento. Un carabiniere perse la vita in quell'occasione.
I tre imputati sono ex esponenti delle Brigate Rosse. Si tratta di Lauro Azzolini, Renato Curcio e Mario Moretti. Le loro età attuali sono rispettivamente 83, 85 e 80 anni. La pubblica accusa ha presentato le sue argomentazioni conclusive. Le richieste di condanna sono state severe.
Richieste di pena per gli ex brigatisti
I pubblici ministeri Emilio Gatti e Ciro Santoriello hanno esposto le loro conclusioni. Per Lauro Azzolini, presente durante la sparatoria e poi fuggito, è stata chiesta una pena di 21 anni. Per Renato Curcio e Mario Moretti, la richiesta è stata quella dell'ergastolo. Le motivazioni si basano sul loro presunto coinvolgimento nei fatti.
La difesa degli imputati avrà ora modo di presentare le proprie controdeduzioni. La sentenza è attesa nelle prossime settimane. Il processo mira a fare piena luce su un episodio controverso della storia recente.
La testimonianza del figlio del carabiniere
In aula era presente anche Bruno D'Alfonso. Egli è il figlio del carabiniere Giovanni D'Alfonso, caduto nel 1975. Bruno D'Alfonso si è costituito parte civile nel procedimento. Il suo esposto nel 2021 ha contribuito alla riapertura del caso.
Durante il dibattimento, Azzolini ha pronunciato alcune parole. Ha espresso rammarico, affermando che «mi dispiace» e che quanto accaduto «non doveva accadere». Bruno D'Alfonso ha commentato queste dichiarazioni. Ha sottolineato che, nonostante le scuse, l'evento è comunque avvenuto. Ha inoltre evidenziato il lungo silenzio di Azzolini, durato circa 50 anni.
La presenza di Bruno D'Alfonso in aula testimonia il profondo impatto emotivo della vicenda. La sua azione legale ha permesso di riaccendere i riflettori su un caso rimasto irrisolto per decenni. La speranza è che la giustizia possa dare una risposta definitiva.
Contesto storico dello scontro a fuoco
Lo scontro a fuoco alla Cascina Spiotta avvenne nel 1975. Fu un episodio significativo del periodo degli anni di piombo in Italia. Le Brigate Rosse erano attive in quel periodo. La loro attività terroristica causò numerose vittime.
La morte del carabiniere Giovanni D'Alfonso rappresentò una perdita dolorosa. L'inchiesta e il successivo processo mirano a stabilire le responsabilità individuali. La riapertura del caso, grazie all'esposto di Bruno D'Alfonso, è stata fondamentale. Ha permesso di riesaminare prove e testimonianze.
La sentenza che verrà emessa avrà un peso storico e simbolico. Potrebbe contribuire a chiudere un capitolo doloroso per le famiglie coinvolte e per la memoria collettiva. L'attenzione è ora rivolta alle decisioni finali del tribunale di Alessandria.