La Cgil Piemonte denuncia condizioni di lavoro insopportabili dovute al caldo, con temperature che raggiungono i 50 gradi in alcuni autogrill. Si chiede maggiore tutela per i lavoratori e l'applicazione di ammortizzatori sociali.
Caldo estremo nei luoghi di lavoro in Piemonte
La Cgil Piemonte lancia un forte allarme sulle condizioni lavorative durante l'emergenza caldo. Il segretario Giorgio Airaudo ha evidenziato situazioni critiche in diversi settori. L'ordinanza regionale sul caldo, secondo il sindacato, necessita di una maggiore applicazione sul campo. Sono state raccolte oltre 20 segnalazioni da parte delle categorie sindacali. Un caso emblematico riguarda un autogrill sulla tratta Torino-Alessandria.
Una delegata sindacale ha documentato temperature interne di 50 gradi. Questo dato preoccupante solleva interrogativi sulla sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a tali condizioni estreme. Oltre agli autogrill, anche i cantieri edili sono stati segnalati come ambienti di lavoro a rischio a causa delle alte temperature. L'intervento dei Carabinieri sui rider a Novara è un esempio di come le autorità siano intervenute in casi specifici.
Richiesta di ammortizzatori sociali e fondi straordinari
Giorgio Airaudo ha sottolineato come il problema vada oltre la semplice repressione delle violazioni. Ha evidenziato la difficile scelta che molti lavoratori si trovano ad affrontare: «morire di caldo o morire di fame». Per questo motivo, la Cgil chiede l'introduzione di strumenti di sostegno concreti. Si auspica che i lavoratori possano accedere agli ammortizzatori sociali in queste circostanze eccezionali. Inoltre, si propone l'utilizzo di fondi destinati a eventi straordinari.
Questi fondi potrebbero essere impiegati per far fronte a calamità naturali, come l'attuale emergenza siccità e incendi che sta colpendo il Piemonte. La funzione ispettiva del lavoro deve essere potenziata, ma è necessaria anche un'azione legislativa. Questa dovrebbe fornire un quadro normativo più solido per proteggere i lavoratori dal caldo eccessivo. L'integrazione delle misure esistenti è considerata fondamentale per garantire la sicurezza.
Carenza di ispettori e formazione inadeguata
La Cgil Piemonte denuncia da quattro anni la carenza di personale ispettivo nella regione. Il numero di ispettori dovrebbe essere di 400, ma attualmente sono presenti solo 200 unità. Questa insufficiente presenza limita la capacità di controllo sui luoghi di lavoro. Anche gli Spresal (Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) risultano sotto organico. Molti tecnici degli Spresal non possiedono il patentino da polizia giudiziaria, impedendo loro di accedere liberamente ai siti lavorativi.
Airaudo ha riportato un recente colloquio con l'assessore Riboldi. Durante l'incontro, un funzionario regionale avrebbe giustificato la mancanza di formazione per gli ispettori con la difficoltà nel reperire aule idonee. Il sindacato si è offerto di trovare gli spazi necessari, ma la scusa delle aule mancanti a Torino è stata definita inaccettabile. La formazione degli ispettori è cruciale per garantire l'efficacia dei controlli e la tutela dei lavoratori.