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La peste suina africana non è più un problema per le province di Novara e Vercelli. La Commissione Europea ha revocato le restrizioni, permettendo il ritorno alla normalità per allevatori e agricoltori.

Nuove zone indenni dalla peste suina

Le province di Novara e Vercelli sono state ufficialmente dichiarate zone indenni dalla peste suina africana (PSA). La decisione è giunta dopo una comunicazione unanime da parte dei Paesi membri dell'Unione Europea. Questa importante novità segna la revoca delle restrizioni precedentemente imposte. La proposta di modifica è stata presentata dal commissario straordinario Giovanni Filippini. Egli ha espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto in sinergia con l'assessore Paolo Bongioanni e la Regione Piemonte.

La decisione è stata presa nel pomeriggio del 24 marzo. Il Comitato Salute animale e benessere animale della Commissione Europea ha approvato la relazione tecnica. Questa è stata elaborata congiuntamente dalle regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Il commissario Filippini ha portato il documento a Bruxelles. La relazione evidenziava i successi ottenuti nel contenimento della malattia. Si chiedeva quindi l'uscita dalle zone di restrizione dei territori senza casi accertati da oltre sei mesi. La ricerca di animali infetti o carcasse è stata condotta in modo capillare. L'impiego di cani molecolari ha supportato le operazioni.

Soddisfazione per il ritorno alla normalità

L'assessore all'Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, ha manifestato grande sollievo. Ha ringraziato il commissario Filippini per la proficua collaborazione. «Aver mutuato subito la mia idea delle fasce franche si è rivelata una soluzione vincente per confinare la peste suina», ha dichiarato Bongioanni. Ha inoltre sottolineato come il Piemonte sia stata la prima regione italiana nella gestione dell'epidemia. Questo risultato rappresenta un sospiro di sollievo per intere province. Gli agricoltori e gli allevatori potranno finalmente tornare alla normalità. Hanno infatti pagato un prezzo molto alto. Il distretto suinicolo novarese, in particolare, ha sofferto pesantemente nell'estate del 2024.

Bongioanni ha esteso i ringraziamenti a tutti i soggetti coinvolti. Tra questi figurano il commissario regionale Giorgio Sapino, l'Istituto zooprofilattico, l'Osservatorio epidemiologico, le Asl, le Province e il mondo venatorio. Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai cacciatori. Il loro contributo nel depopolamento dei cinghiali è stato fondamentale. L'attività venatoria e il contenimento svolti insieme alle Province hanno giocato un ruolo chiave nel contrasto alla circolazione del virus.

Proseguire con le azioni di contrasto

L'incontro con la Commissione Europea era stato anticipato da Filippini. Lo aveva annunciato durante il suo ultimo vertice in Piemonte il 18 febbraio. Il Ministero della Salute aveva presentato alla Commissione la relazione tecnica. L'approvazione unanime è arrivata sulla base dei dati forniti. La decisione comporta il passaggio dalla Zona di Restrizione 2 alla zona indenne. Questo riguarda gli interi territori delle province di Vercelli e Novara. Coinvolge anche la porzione delle province di Asti e Alessandria situata a nord dell'asse autostradale A21 Torino-Piacenza.

«Ora dobbiamo continuare con il massimo impegno l'azione di contrasto», ha concluso il commissario Filippini. Le attività future includeranno la ricerca attiva delle carcasse, la sorveglianza passiva e il depopolamento nelle aree esterne. Saranno inoltre mantenute le azioni di prevenzione. L'obiettivo è ottenere un'ulteriore revisione delle zone di restrizione in futuro. Questo passo segna una svolta importante per il settore suinicolo piemontese. La collaborazione tra istituzioni e attori locali si è dimostrata cruciale per superare l'emergenza.

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