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L'Ufficio del Procuratore Europeo ha fermato un'organizzazione internazionale dedita al contrabbando di sigarette. L'operazione, denominata "Borotalco", ha portato a 5 arresti e al sequestro di 40 tonnellate di tabacco illecito.

Maxi operazione antidroga nel porto di Genova

Un'imponente operazione internazionale ha colpito una vasta rete dedita al traffico di tabacco di contrabbando. L'Ufficio del Procuratore Pubblico Europeo (Eppo) di Torino ha coordinato le azioni. L'organizzazione operava su più fronti, collegando Italia, Francia, Polonia, Svizzera e Regno Unito. L'operazione, battezzata "Borotalco", ha segnato un duro colpo al mercato nero delle sigarette. Sono state arrestate cinque persone. Sono state sequestrate oltre 40 tonnellate di prodotto illegale. Tra i fermati figurano un cittadino britannico, ritenuto il punto di riferimento di un'organizzazione criminale di origine curda. Vi sono inoltre due cittadini italiani e due polacchi coinvolti nell'illecito traffico. La notizia è stata diffusa il 24 marzo 2026.

Indagini partite da movimenti sospetti a Genova

Le indagini sono scaturite dall'attenta analisi di alcuni movimenti insoliti. Questi riguardavano diversi container movimentati nel porto di Genova. Gli investigatori hanno ricostruito la struttura del gruppo criminale. La base operativa principale sembrava essere nel Regno Unito. Tuttavia, l'organizzazione vantava ramificazioni estese in diversi continenti. Erano presenti collegamenti in Europa, Africa e Asia. Il tabacco contrabbandato veniva falsamente dichiarato. Proveniva ufficialmente da paesi come Armenia, Dubai e Spagna. In realtà, seguiva percorsi commerciali estremamente complessi. Le merci passavano attraverso nazioni come la Georgia, il Kenya, i Paesi Bassi e la Turchia. Questo serviva a eludere i rigorosi controlli doganali. Permetteva inoltre di occultare la vera origine della merce illecita. La strategia mirava a massimizzare l'efficacia del contrabbando.

Società di comodo e siti web per coprire le tracce

L'organizzazione criminale utilizzava una società specifica. Questa aveva sede nell'area metropolitana di Genova. La società serviva a gestire le complesse pratiche doganali. Venivano dichiarati carichi completamente fittizi. Spesso si trattava di materiali da costruzione. Questo serviva a mascherare il vero contenuto dei trasporti. La stessa azienda metteva a disposizione magazzini. Questi si trovavano nella provincia di Alessandria. Qui il tabacco veniva stoccato in attesa di essere distribuito. Il materiale illecito era spesso occultato in container speciali. Questi presentavano un doppio fondo per nascondere la merce. Per garantire l'anonimato dei destinatari finali, entrava in gioco un esperto informatico. Questo professionista, originario della Campania, creava siti web e indirizzi email completamente falsi. L'obiettivo era rendere impossibile l'identificazione dei reali acquirenti. I membri della rete comunicavano tra loro utilizzando piattaforme criptate. Questo garantiva la massima riservatezza delle loro conversazioni.

Sequestro di beni per milioni di euro

Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Genova ha emesso i provvedimenti. Sono state disposte le misure cautelari di custodia. Queste riguardano i cinque indagati principali. È stato inoltre ordinato il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro. Durante il corso dell'intera inchiesta, le forze dell'ordine avevano già intercettato diversi carichi. Il valore di mercato stimato di queste sigarette sequestrate ammontava a circa 15 milioni di euro. L'evasione fiscale complessiva è stata calcolata con precisione. Include dazi doganali, accise e IVA. Il danno erariale supera i 10 milioni di euro. L'operazione ha visto una stretta collaborazione internazionale. Hanno partecipato attivamente la Guardia di Finanza italiana. Presenti anche Europol, l'agenzia britannica Hm Revenue and Customs. Hanno collaborato anche le autorità doganali svizzere. La sinergia tra le diverse agenzie è stata fondamentale per il successo dell'operazione. La lotta al contrabbando di tabacco continua con determinazione.

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