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Una nuova tecnica di medicazione sta ottenendo risultati sorprendenti nella cura di lesioni complesse. La tecnologia, che genera ossido nitrico, sarà presentata a un congresso internazionale in Germania.

Innovativa cura per lesioni croniche

Una paziente di 70 anni, residente a Casale Monferrato, ha visto la sua vita trasformarsi radicalmente. Per cinque anni, una grave lesione da pressione al tallone le aveva limitato drasticamente i movimenti. Questa condizione era una conseguenza del diabete e di un precedente ricovero in Rianimazione per endocardite, seguito da un coma.

Il percorso di guarigione è stato reso possibile grazie all'intervento di Francesca Pasquali, esperta vulnologa presso l'Asl Al. Utilizzando una medicazione multimodale avanzata, è stato possibile trattare la ferita in modo efficace. Questa tecnologia non si limita a proteggere la lesione, ma agisce attivamente per combattere i batteri.

Il principio attivo della medicazione è l'ossido nitrico. Questo componente naturale agisce come un potente agente antibatterico. La sua azione è mirata a eliminare i microrganismi patogeni. Allo stesso tempo, rispetta l'integrità dei tessuti sani circostanti. Questo approccio riduce il rischio di complicazioni e favorisce una guarigione più rapida.

Successi clinici e riconoscimento internazionale

Ad oggi, la dottoressa Pasquali ha trattato con successo dodici pazienti adulti. Le lesioni trattate raggiungevano dimensioni fino a 5x5 centimetri. In tutti i casi, si sono ottenute guarigioni complete entro un massimo di 12 settimane. Questo dimostra l'efficacia e la rapidità del trattamento.

La ricerca condotta dall'Asl Al ha ottenuto un importante riconoscimento. Il suo lavoro è stato selezionato per essere presentato all'Ewma (European Wound Management Association). Questo evento è considerato uno dei congressi medici più prestigiosi a livello mondiale nel campo della gestione delle ferite.

Dal 6 all'8 maggio, la dottoressa Pasquali sarà in Germania per illustrare i risultati ottenuti. Terrà un intervento specifico nella sezione dedicata alle infezioni. «Questa tecnologia ci consente di curare in modo preciso e sicuro», ha dichiarato la dottoressa. Ha aggiunto che permette a pazienti e caregiver di «ritrovare la libertà».

L'orgoglio dell'Asl e il sostegno regionale

Il direttore generale dell'Asl Al, Francesco Marchitelli, ha espresso grande orgoglio per la storia della paziente. «La storia di Antonietta ci rende orgogliosi», ha affermato. Ha sottolineato come questo sia un esempio dell'«umanizzazione della cura» perseguita dall'azienda sanitaria.

L'assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha evidenziato l'importanza dell'iniziativa. «L'esperienza dell'Asl di Alessandria, che raggiunge anche i contesti scientifici internazionali, testimonia il valore della ricerca», ha commentato. Ha aggiunto che questo dimostra l'importanza di adottare tecnologie avanzate anche per gestire situazioni cliniche complesse.

«Come Regione continuiamo a sostenere questi percorsi», ha assicurato Riboldi. Li ha definiti un «esempio concreto di una sanità capace di innovare». Ha concluso affermando che questa sanità è «sempre più vicina ai bisogni dei cittadini».

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