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La polizia di Alessandria ha smantellato una rete di spaccio di droga con 12 arresti e 25 indagati. L'indagine ha rivelato anche attività illecite all'interno del carcere.

Operazione antidroga nella città piemontese

La Squadra mobile della polizia di Alessandria ha portato a termine un'importante operazione. Sono state eseguite 17 misure cautelari. Di queste, 12 si sono tradotte in arresti effettivi.

L'attività investigativa, definita complessa, era focalizzata sul contrasto al traffico di stupefacenti. Le indagini sono iniziate nell'estate del 2024. Hanno coinvolto un totale di 25 persone.

Rete di spaccio e nazionalità degli indagati

Gli indagati provengono principalmente dal Nord Africa. Tuttavia, sono presenti anche cittadini italiani. Questo ha permesso di delineare un quadro di una rete di spaccio ben strutturata. La rete operava attivamente nella città di Alessandria.

Il loro commercio illegale riguardava principalmente cocaina e hashish. Il lavoro della polizia ha fatto luce sulle dinamiche di vendita al dettaglio delle singole dosi. Sono state ricostruite anche le modalità di approvvigionamento della sostanza stupefacente.

Spaccio all'interno della casa circondariale

Un aspetto particolarmente grave emerso dall'indagine riguarda l'attività di spaccio all'interno del carcere. Le indagini hanno evidenziato come alcuni indagati gestissero lo spaccio anche nella casa circondariale Cantiello e Gaeta. Utilizzavano contatti telefonici per coordinare l'introduzione di droga.

La sostanza stupefacente veniva fatta entrare nella struttura carceraria. Veniva poi rivenduta ai detenuti a prezzi maggiorati. Il prezzo era significativamente più alto rispetto a quello praticato all'esterno. Questo dimostra la capacità di infiltrazione dei trafficanti.

Metodi di introduzione della droga in carcere

Sono stati identificati due metodi principali per l'introduzione della droga in carcere. Il primo consisteva nel sistema del 'lancio' della sostanza oltre le mura perimetrali. Il secondo sfruttava i colloqui con i familiari dei detenuti.

Queste tattiche dimostrano la pervicacia e l'organizzazione di chi opera nel traffico di stupefacenti. La polizia ha monitorato attentamente queste attività illecite. L'obiettivo era interrompere il flusso di droga.

Arresti precedenti e sequestri

Nel corso dell'indagine, numerosi arresti sono già avvenuti nei mesi precedenti. A inizio aprile, due cittadini marocchini sono stati fermati. Avevano con sé circa 1,2 chili di hashish durante una perquisizione. Questo sequestro era già un segnale dell'intensità dell'attività di spaccio.

Oltre alle diverse dosi di stupefacente, sono stati sequestrati beni. Sono stati recuperati oltre 10.000 euro in contanti. Inoltre, sono stati trovati 3 telefoni cellulari di piccole dimensioni. Questi erano destinati a essere introdotti clandestinamente nella casa circondariale.