Condividi

La comunità del Monferrato Casalese saluta Claudio Debetto, 82 anni, figura di spicco per i diritti dei lavoratori e l'impegno sociale. La sua dedizione al dialogo e al volontariato lascia un segno indelebile.

Addio a Claudio Debetto, figura di riferimento nel Monferrato

Il Monferrato Casalese ha perso un punto di riferimento importante. Si è spento all'età di 82 anni Claudio Debetto, residente a Quarti di Pontestura, in provincia di Alessandria. La sua vita è stata dedicata alle lotte per il lavoro e al progresso sociale.

Debetto, originario dell'Istria e poi trapiantato in questa terra, era padre di tre figli. Aveva anche svolto il ruolo di genitore affidatario. La sua carriera lavorativa lo ha visto impegnato come operaio metalmeccanico, telefonico e cementiero.

È stato una figura chiave durante l'autunno caldo e gli anni delle lotte sindacali unitarie. La sua presenza era fondamentale nel volontariato e nell'impegno per il sociale, diventando un esempio per molti.

Il ricordo del sindaco e delle istituzioni

Il sindaco di Pontestura, Matteo Benetazzo, ha espresso profondo cordoglio. «Claudio lascia un grande vuoto nella nostra comunità», ha dichiarato il primo cittadino.

«Al di là delle differenze politiche, Claudio era una presenza attiva, specialmente a Quarti», ha aggiunto Benetazzo. Solo pochi giorni fa, Debetto aveva partecipato a un evento dedicato agli anziani.

Il sindaco ha sottolineato la sua disponibilità al dialogo e al confronto. «Persone come lui mancheranno a tutti noi», ha concluso Benetazzo, evidenziando l'impatto della sua figura.

Un impegno instancabile per la giustizia sociale

Anche Alberto Deambrogio, segretario regionale di Rifondazione Comunista, ha voluto ricordare Debetto. «A inizio settembre eravamo insieme per la presentazione del libro di Ottone Ovidi», ha ricordato Deambrogio.

In quell'occasione, Debetto aveva dimostrato «lucidità, passione e una capacità unica di analizzare il presente senza perdere la speranza nel futuro», ha aggiunto. La sua visione proiettata avanti era fonte di ispirazione.

Il suo ruolo nel Laboratorio per l'alternativa è stato cruciale. Questo spazio permetteva di «mettere in circolo idee e sogni di riscatto sociale», ha spiegato Deambrogio. La sua partecipazione al Social Forum nei primi anni Duemila testimonia il suo impegno.

«Abbiamo condiviso piazze, dibattiti e percorsi collettivi», ha proseguito Deambrogio. L'obiettivo comune era «non rassegnarsi alle ingiustizie». Le sue battaglie culturali, l'impegno per la pace e la vicinanza ai più deboli erano la sua essenza.

Il suo lavoro nella Cooperazione, in Banca Etica e all'Ufficio Migrantes della Diocesi non erano semplici attività. Erano la «traduzione pratica di un'etica rigorosa», ha concluso Deambrogio. Debetto rimarrà per sempre un «faro» per chi ha condiviso il suo percorso.

Questa notizia riguarda anche: