Massimo Ferrarini, candidato sindaco ad Albano Laziale, interviene per chiarire affermazioni ritenute distorte riguardo alla gestione delle società partecipate e ai suoi incarichi passati. Smentisce categoricamente di essere mai stato assessore con delega alle partecipate.
Ferrarini smentisce accuse su partecipate
Massimo Ferrarini, candidato sindaco per il centrodestra ad Albano Laziale, ha rilasciato una nota stampa. Vuole fare chiarezza su alcune dichiarazioni pubbliche. Queste affermazioni riguardano la gestione delle società partecipate. Ferrarini le definisce «fantasiose e distorte».
«Ho ascoltato con stupore affermazioni che si sono tradotte in considerazioni personali», ha dichiarato Ferrarini. Le definisce «fantasiose ricostruzioni di parte». L'obiettivo sarebbe piegare la realtà. Ferrarini ritiene doveroso fornire spiegazioni.
Gestione partecipate e ruoli passati
Riguardo alle accuse di cattiva gestione delle società partecipate, Ferrarini precisa. La gestione è proseguita sullo stesso schema fino al 2013. Questo avvenne anche con l'amministrazione successiva. In essa era presente il suo attuale competitor. Ciò risulta citato nei giudizi di responsabilità.
La società si occupava di servizi strutturalmente in perdita. Tra questi la mensa scolastica. La differenza tra il ticket pagato dalle famiglie e il costo reale per il Comune veniva assorbita. Questo per non gravare sui nuclei familiari. Altre attività includevano servizi socio-assistenziali e pulizie.
«È evidente il tentativo di impostare una campagna elettorale vittimistica», ha proseguito Ferrarini. L'obiettivo sarebbe distogliere l'attenzione dalla gestione degli ultimi anni. È poco credibile incentrare il confronto su vicende vecchie di 16-18 anni. La città è stata amministrata dal centrosinistra.
Liquidazione società e incarichi di assessore
La messa in liquidazione della società fu una scelta politica. Questo sottolinea Ferrarini. A distanza di 16 anni, il ripianamento del bilancio non è completo. Sarebbe stato possibile chiudere la partita accantonando somme contenute.
Ferrarini ha appreso da dichiarazioni fantasiose di essere stato responsabile di una presunta mala gestione. Questo nel biennio 2008-2009 come assessore. «Nulla di più falso», afferma. Nel 2008 non ricopriva tale incarico. Lo assunse solo alla fine del 2009. Rimase in carica fino alle elezioni del 2010.
In ogni caso, non aveva deleghe alle partecipate o al bilancio. Era assessore all'urbanistica. Si occupava di edilizia privata e piano regolatore generale. Le risorse derivanti dalle farmacie della società Albalonga non potevano essere destinate ad altri utilizzi. Non avevano tra i loro servizi la manutenzione.
Criticità amministrative recenti e demografia
Appare singolare ricevere rilievi sul bilancio. Questo da chi non ha nominato un assessore al bilancio. È una circostanza unica tra i comuni della provincia di Roma. Ferrarini osserva i dati ISTAT sull'incremento demografico. L'incremento avvenne tra il 2003 e il 2011.
Gran parte avvenne sotto la sua amministrazione. Parte sotto quella successiva. Negli ultimi cinque-sei anni, invece, si è registrata una diminuzione dei residenti. Ciò è legato alla perdita di attrattività. C'è minore cura e sicurezza del territorio. Manca una visione politica chiara.
La differenza tra le visioni di città è evidente. Un modello favorisce crescita e sviluppo. L'altro accompagna una fase di declino demografico. Questa è la reale diversità nel modo di intendere una città viva. Una città capace di generare opportunità.