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Decine di migranti bivaccano all'aperto nei pressi della questura di Agrigento, causando disagi ai residenti e alle attività commerciali. La situazione igienico-sanitaria è critica e le autorità locali cercano soluzioni.

Emergenza migranti ad Agrigento

Una situazione di emergenza si protrae da oltre tre settimane nel cuore di Agrigento. Giovani migranti sono costretti a dormire all'aperto sui marciapiedi di piazzetta Socrate. La zona si trova a soli 50 metri dall'ufficio Immigrazione della questura cittadina.

Queste persone vivono in condizioni precarie, prive di servizi igienici adeguati, acqua potabile e pasti caldi. La loro presenza ha trasformato la tranquilla piazzetta in un bivacco a cielo aperto.

L'emergenza ha scatenato la forte protesta di circa 40 famiglie residenti nella zona. Anche i titolari di strutture turistico-ricettive e un dermatologo con studio nella piazzetta hanno espresso il loro malcontento.

Cause e criticità della situazione

Il fenomeno è legato all'elevato afflusso quotidiano di stranieri. Molti arrivano da diverse località della Sicilia o da altre regioni italiane. Altri provengono direttamente dalla provincia.

Tutti necessitano di completare le procedure per il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno. L'ufficio Immigrazione si trova a gestire un numero elevatissimo di richieste.

Solo nel 2023, l'ufficio ha dovuto affrontare la gestione di circa 11 mila persone sbarcate a Lampedusa in brevi periodi. Questo sovraccarico mette a dura prova le strutture e i servizi.

Durante la compilazione delle istanze, i migranti dovrebbero indicare un domicilio. Tuttavia, molti di loro non dispongono di un luogo di residenza stabile. In questi casi, dovrebbero essere ospitati in strutture di accoglienza dedicate.

I trasferimenti verso tali strutture non avvengono più con la rapidità del passato. Di conseguenza, i gruppi di migranti si ritrovano a bivaccare per strada. Non hanno alternative valide in attesa di essere prelevati.

Un autobus predisposto dalla Prefettura dovrebbe trasportarli nei centri di accoglienza. Tuttavia, i tempi di attesa si allungano.

L'hotspot di Porto Empedocle non operativo

La situazione è aggravata dalla mancata operatività dell'hotspot di Porto Empedocle. Questo centro non dispone di un ente gestore al momento.

La convenzione stipulata con la Croce Rossa nel gennaio del 2024 aveva una durata di soli sei mesi. Pertanto, non è più in grado di ospitare persone in attesa di trasferimento.

Questa carenza logistica contribuisce a mantenere i migranti in uno stato di incertezza e precarietà.

Proteste dei residenti e preoccupazioni sanitarie

I residenti di piazzetta Socrate descrivono la situazione come «scene agghiaccianti, dal punto di vista igienico-sanitario». Hanno tentato di ripulire uno dei marciapiedi stamattina.

«Siamo in condizioni di disagio estremo», affermano gli abitanti di Agrigento. «Lo sono loro e lo siamo anche noi. S'è creato un campo profughi abusivo», denunciano.

La presenza prolungata di persone all'aperto solleva serie preoccupazioni per la salute pubblica. La mancanza di servizi igienici adeguati favorisce il rischio di diffusione di malattie.

Le autorità locali sono sotto pressione per trovare una soluzione rapida ed efficace. La priorità è garantire dignità ai migranti e ripristinare la normalità nel quartiere.

La Prefettura e gli altri enti preposti sono chiamati a intervenire con urgenza. È necessario riattivare le strutture di accoglienza e coordinare meglio i trasferimenti. La situazione richiede un approccio integrato che consideri sia le esigenze umanitarie sia quelle della comunità locale.

L'episodio di Agrigento evidenzia le difficoltà nella gestione dei flussi migratori. Sottolinea la necessità di politiche più strutturali e di una maggiore collaborazione tra i diversi livelli di governo.

La comunità locale attende risposte concrete. La speranza è che si possa superare questa fase critica nel più breve tempo possibile. La dignità umana e la sicurezza pubblica devono essere garantite per tutti.