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La testimonianza di un'ex fidanzata di Alessio Tucci getta nuova luce sul processo per l'omicidio della 14enne Martina Carbonaro. La donna ha rivelato di aver temuto per la propria incolumità, sentendosi in pericolo nello stesso luogo dove la giovane fu uccisa. La madre di Martina chiede giustizia e sedia elettrica per l'imputato.

L'ombra di un luogo pericoloso

Un'ex compagna di Alessio Tucci ha deposto presso la Corte di Assise di Napoli. Il processo la vede imputato per l'omicidio di Martina Carbonaro. La giovane perse la vita il 26 maggio 2025 ad Afragola, provincia di Napoli. Fu colpita ripetutamente con una pietra. La testimone ha rivelato un episodio inquietante. Alessio Tucci l'aveva condotta in un casolare isolato prima di Pasqua del 2025. In quel luogo, la donna avvertì una forte sensazione di pericolo. Temeva che potesse subire la stessa sorte di Martina. Questa dichiarazione è emersa durante l'udienza. L'avvocato Sergio Pisani, legale dei genitori della vittima, ha posto le domande. La madre di Martina, Enza Cossentino, era presente. Indossava una maglietta rosa con lo slogan "Giustizia per Martina: mai più sola, mai più vittima".

La madre di Martina chiede giustizia

Fuori dal tribunale, Enza Cossentino ha parlato con i giornalisti. Le sue parole sono state molto dure. Ha definito Alessio Tucci come qualcuno che ha tradito la sua fiducia. «Io Tucci l'ho trattato come un figlio», ha dichiarato. «E lui mi ha pugnalato». Ha espresso incredulità di fronte alla violenza. «Non capisco come si può uccidere una creatura come lei», ha aggiunto. Si è definita «una morta che cammina». Ha affermato che, una volta ottenuta giustizia, sarebbe pronta a raggiungere il Padreterno. Per Tucci, ha invocato la sedia elettrica. La Corte di Assise ha accolto la richiesta di sentire l'imputato. Alessio Tucci, reo confesso, deporrà il 10 novembre. Sarà presente in aula, ma protetto da un paravento. Enza Cossentino ha confessato l'ansia per questa deposizione. «Vorrei che gli dessero due ergastoli», ha detto. Ha sottolineato che Tucci potrebbe uscire dal carcere. Sua figlia, invece, rimarrà per sempre una quattordicenne. Desidera che Tucci la guardi negli occhi. Vuole che le spieghi il motivo del suo gesto. La madre ha lanciato un appello. È fondamentale parlare della violenza contro le donne. Bisogna fare rumore, specialmente in vista del 25 novembre. Questa data è la Giornata contro la violenza sulle donne.

L'amico di penna e la fine di una relazione

L'ultimo a testimoniare è stato un giovane di 21 anni. Prima dell'era dei social, sarebbe stato definito un "amico di penna". Dieci giorni prima della sua morte, Martina aveva iniziato una relazione online con lui. Il giovane le dava consigli. Le spiegava come un fidanzato ideale avrebbe dovuto comportarsi. Forse, per la prima volta, Martina aveva compreso che Alessio non era la persona giusta per lei. Il testimone ha deposto in videoconferenza. Ha spiegato di comunicare con Martina tramite chat e telefono. La loro relazione era destinata a evolversi oltre una semplice amicizia. Questo rapporto è stato brutalmente interrotto da Alessio con la violenza. Il giorno della scomparsa, Martina aveva informato il giovane che sarebbe uscita con alcune amiche. Successivamente, gli scrisse che doveva incontrare brevemente Alessio. Da quel momento, però, le comunicazioni si interruppero. Non arrivarono più né chiamate né messaggi. In precedenza, Alessio aveva tentato di contattare il giovane tramite chat. Quest'ultimo lo aveva bloccato immediatamente. La testimonianza dell'amico di penna ha offerto uno spaccato della vita di Martina. Ha rivelato le sue speranze e i suoi timori. Ha evidenziato come la giovane stesse cercando di allontanarsi da una relazione tossica. La violenza di Alessio ha posto fine a tutto questo in modo tragico. La provincia di Napoli è ancora scossa da questo evento. La comunità attende risposte concrete dalla giustizia.

Il contesto di Afragola e la violenza di genere

Il tragico evento si è consumato ad Afragola, un comune della città metropolitana di Napoli. La cittadina, situata nell'area nord orientale del capoluogo campano, conta circa 63.000 abitanti. Come molte aree della periferia napoletana, Afragola affronta problematiche sociali ed economiche complesse. La violenza di genere rappresenta una piaga sociale che colpisce l'intera nazione. I dati ISTAT evidenziano come le donne siano le principali vittime di violenza domestica e di genere. La testimonianza dell'ex fidanzata di Alessio Tucci sottolinea un modus operandi preoccupante. La tendenza a portare le vittime in luoghi isolati e poco frequentati è una tattica comune per isolare e sopraffare. Il casolare menzionato dalla testimone potrebbe essere stato scelto proprio per questa ragione. La madre di Martina, Enza Cossentino, ha giustamente posto l'accento sulla necessità di sensibilizzare l'opinione pubblica. La violenza contro le donne non è un fatto privato, ma un problema sociale che richiede l'intervento di tutti. L'appello per il 25 novembre, Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, è un richiamo importante all'azione collettiva. La giustizia per Martina deve essere anche un monito per prevenire futuri femminicidi. La richiesta di pene severe, come i due ergastoli invocati dalla madre, riflette il profondo dolore e la sete di giustizia dei familiari. La presenza dell'imputato in aula, seppur schermato, è un passo necessario nel percorso giudiziario. Permetterà alla corte di valutare direttamente le sue reazioni e le sue dichiarazioni. La speranza è che il processo possa portare piena luce sui fatti e garantire una giusta pena.

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