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L'associazione AIAS di Afragola denuncia una presunta disparità di trattamento nell'assegnazione di terreni comunali. Un'area precedentemente negata per un progetto destinato a bambini disabili sarebbe stata concessa ad altre attività. L'ente chiede chiarimenti tramite accesso agli atti.

Terreno negato a bambini disabili ad Afragola

Un paradosso emerge ad Afragola, comune in provincia di Napoli. L'associazione AIAS lamenta la mancata concessione di uno spazio per un progetto dedicato ai bambini disabili. Questo terreno, destinato a diventare un'area ludico-terapeutica, era adiacente alla sede dell'ente.

Il Comune aveva espresso parere negativo a qualsiasi autorizzazione. Questa decisione aveva scoraggiato l'AIAS dall'acquisire gli spazi. La situazione appare ancora più critica considerando la destinazione successiva delle stesse aree.

Concessione ad altre attività e preoccupazioni

Le medesime aree, precedentemente rifiutate per il progetto AIAS, sono state poi destinate a un'impresa industriale. Questa scelta solleva interrogativi sulla compatibilità urbanistica e sulla vicinanza a una struttura sanitaria. La sede dell'AIAS accoglie circa 700 bambini. Di questi, circa 300 presentano disturbi dello spettro autistico.

Ciro Salzano, rappresentante dell'AIAS di Afragola, esprime forte preoccupazione. Sottolinea come sia «paradossale» che non si sia trovato spazio per i bambini disabili. Soprattutto quando su quegli stessi terreni si autorizzano interventi potenzialmente pericolosi per i piccoli pazienti.

Richiesta di accesso agli atti e diffida

Attraverso il proprio legale, l'avvocato Sergio Pisani, l'AIAS ha presentato un'istanza formale. Si chiede l'accesso agli atti per fare piena luce sull'assegnazione dei terreni. L'ente denuncia una «disparità di trattamento inaccettabile».

Salzano, tramite il suo difensore, ha formalmente diffidato il Comune di Afragola. Si richiede la trasmissione, entro i termini di legge, di tutti i titoli edilizi e le autorizzazioni. L'obiettivo è verificare la legittimità delle scelte urbanistiche. Si intende accertare se queste scelte abbiano effettivamente ignorato i bisogni dei soggetti più fragili.

Testimonianza di una madre

La situazione è stata commentata anche da Asia Maraucci, madre e presidente dell'Associazione «La Battaglia di Andrea». Ha definito la situazione «inaccettabile».

Maraucci evidenzia le difficoltà pratiche. Non è possibile, secondo lei, portare un figlio autistico in un centro riabilitativo senza trovare nemmeno un posto per parcheggiare. Aggiunge che l'ambiente circostante è spesso caratterizzato da rumori improvvisi, odori sgradevoli e un eccessivo caos.

Questi fattori, spiega, possono creare un forte disagio. Si tratta di condizioni totalmente incompatibili con un luogo che dovrebbe garantire accoglienza, serenità e supporto. Ha riportato un episodio recente: l'impossibilità di parcheggiare nelle vicinanze del centro. La strada era interessata da divieti di sosta discutibili, costringendo a lasciare l'auto a centinaia di metri, con ulteriori complicazioni.

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