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Mpox, l'OMS valuta il rischio globale

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha nuovamente classificato come moderato il rischio per la salute pubblica legato alla mpox a livello globale. Questa valutazione emerge da una rapida analisi del rischio condotta ad agosto 2026.

Nonostante il rischio moderato, l'OMS considera l'epidemia di mpox in corso una vera e propria emergenza. La malattia continua a manifestarsi con nuovi focolai in diverse nazioni, registrando oltre mille casi confermati ogni mese.

Emergenza mpox estesa fino al 2027

Le raccomandazioni permanenti del Direttore Generale dell'OMS sulla mpox, emanate secondo le normative sanitarie internazionali, sono state prorogate. La loro validità si estenderà fino ad agosto 2027.

Questo prolungamento sottolinea la necessità di mantenere alta la guardia. L'OMS esorta tutti i paesi e i partner a proseguire con la sorveglianza e la notifica dei casi di mpox. È fondamentale mantenere attive le attività di preparazione e risposta in tutti gli ambiti tecnici, seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite dall'organizzazione.

Nuova iniziativa per l'accesso ai vaccini

Il 27 agosto 2026 è stata lanciata ad Addis Abeba, in Etiopia, una nuova iniziativa globale. Questa iniziativa vede la collaborazione di numerosi partner con l'obiettivo di migliorare l'accesso ai vaccini contro la mpox.

Viene istituito un nuovo meccanismo a lungo termine. Attraverso il Comitato di Coordinamento Internazionale (ICG) per la fornitura di vaccini, i paesi potranno richiedere dosi per rispondere alle emergenze sanitarie.

Trasmissione e diffusione della mpox

La trasmissione della mpox continua a interessare prevalentemente le popolazioni chiave. La diffusione avviene principalmente attraverso contatti sessuali, con successive estensioni ai nuclei familiari e alla comunità.

Tutti i cladi del virus mpox (MPXV) rimangono in circolazione. Nel mese di luglio 2026, 32 paesi distribuiti in quattro regioni OMS hanno segnalato 1370 casi confermati, con sette decessi. Il tasso di letalità si attesta allo 0,5%.

Focus sulla regione africana e nuovi cladi

Circa tre quarti dei casi registrati a luglio 2026 provengono dalla Regione Africana dell'OMS. Paesi come Madagascar, Angola, Cina, Repubblica Democratica del Congo e Kenya hanno riportato il maggior numero di infezioni.

La Regione Africana ha visto un aumento dei casi confermati a luglio rispetto a giugno. Al contrario, le Americhe, il Pacifico Occidentale, l'Europa e il Sud-Est Asiatico hanno registrato una diminuzione. La regione del Mediterraneo Orientale non ha segnalato casi a luglio, come già avvenuto a giugno.

In Africa, undici paesi hanno mostrato trasmissione attiva nelle ultime sei settimane (6 luglio – 16 agosto 2026), con 1153 casi confermati e sette decessi (CFR 0,6%). Madagascar, Angola, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Camerun sono stati i più colpiti.

Interessante notare che due paesi, Cile e Ungheria, hanno segnalato per la prima volta casi di mpox dovuti al clade Ib MPXV. Anche Repubblica Ceca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera e Regno Unito hanno riscontrato trasmissione comunitaria del clade Ib, anche tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini.

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