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Napoli si prepara ad accogliere Papa Leone l'8 maggio con un imponente dispiegamento di forze dell'ordine e volontari. L'evento prevede la partecipazione di circa 30.000 persone in Piazza del Plebiscito.

Maxi-operazione di sicurezza per la visita papale

Saranno impiegate diecimila transenne per delimitare le aree. Un contingente di mille uomini tra forze dell'ordine e personale di sicurezza garantirà la vigilanza. Le arterie stradali saranno soggette a chiusure o controlli rigorosi. Centinaia di volontari della Protezione civile regionale saranno attivi. Anche l'arcidiocesi di Napoli parteciperà all'organizzazione. Il SMOM e la Croce Rossa forniranno supporto. Il personale sanitario dell'ASL Napoli 1 sarà presente.

Questi numeri definiscono la complessa struttura organizzativa. L'obiettivo è accogliere al meglio Papa Leone. La visita è prevista per il pomeriggio dell'8 maggio. Il Pontefice giungerà in elicottero. La destinazione iniziale sarà la rotonda Diaz. Il Papa arriverà da Pompei. Successivamente, si recherà in cattedrale. Qui incontrerà il clero locale. Il percorso proseguirà verso piazza del Plebiscito. Ad attenderlo ci saranno circa 30.000 fedeli.

Maxischermi e sala stampa per l'evento

Per permettere a tutti i fedeli di seguire gli eventi, saranno installati due maxischermi. Uno sarà posizionato in piazza del Plebiscito. L'altro troverà spazio nella cattedrale. Una sala stampa dedicata ai giornalisti accreditati sarà allestita in Prefettura. L'accesso sarà riservato ai professionisti muniti di regolare accredito. Davanti alla cattedrale si esibiranno bande musicali. Queste saranno composte da giovani provenienti da Napoli. In piazza del Plebiscito, il Papa dialogherà con i giovani presenti. L'incontro sarà un momento di confronto diretto.

Prefettura e vescovi coordinano i preparativi

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, supervisiona i lavori preparatori. Anche il vescovo ausiliare di Napoli, Francesco Beneduce, è attivamente coinvolto. La Prefettura gestisce anche l'organizzazione di un altro evento. Questo si terrà la mattina dell'8 maggio a Pompei. Successivamente, un'altra visita è prevista ad Acerra. La diocesi di Acerra è guidata da mons. Antonio Di Donna. Il prefetto Michele di Bari ha espresso soddisfazione. Ha evidenziato la «grande collegialità» tra le istituzioni. «Uno sforzo immenso da parte di tutti», ha aggiunto. Ha citato i vigili del fuoco, le forze di polizia, i volontari della Protezione civile regionale. Ha menzionato anche l'arcidiocesi e il personale sanitario.

Un pellegrino di pace tra le contraddizioni di Napoli

L'arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, ha presentato la visita. «Papa Leone verrà a Napoli come pellegrino di pace», ha dichiarato. La visita coincide con il primo anniversario del Pontefice al soglio pontificio. Dopo l'impegno a Pompei, il Papa sarà a Napoli nel pomeriggio. Incontrerà il clero in cattedrale. Successivamente, si dirigerà in piazza del Plebiscito. Qui ascolterà una città che «grida per le povertà». Il presule ha sottolineato le contraddizioni della città. «Dal prossimo 8 maggio dobbiamo camminare con lui come pellegrini di pace», ha esortato.

Il cardinale Battaglia ha aggiunto: «Scegliendo Napoli per il suo primo anniversario, il Santo Padre non celebra un'istituzione. Viene a farsi pellegrino tra le nostre contraddizioni». Ha descritto la città come un luogo di «bellezza che incanta e ferite che ancora sanguinano». Napoli è «porto e rifugio», ma anche terra che «grida per le sue povertà antiche e nuove». Accogliere il Papa significa «rinnovare l'impegno a non girare lo sguardo dall'altra parte». Questo vale di fronte al disagio dei giovani e alla solitudine degli ultimi. La sua presenza tra il Duomo e Piazza del Plebiscito sarà un incoraggiamento. Trasformare la speranza in «impegno civile concreto». «La fede senza le opere è una lampada senza olio», ha concluso.

L'arcivescovo ha proseguito: «Napoli, città ferita eppure luminosa, preparati ad abbracciare un padre». Un padre che «viene a camminare tra le tue strade polverose». «Non accogliamo un ospite lontano, ma un fratello». Un fratello che, nel giorno del suo «sì» più grande, ha scelto di stare con noi. Qui, «dove la speranza combatte ogni giorno contro la rassegnazione». Papa Leone ci ricorda che la fede richiede azione concreta.

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